venerdì 23 giugno 2017

Diario di viaggio (11) - Nardò

fonte: Wikipedia
Era da molto tempo che non facevo un viaggetto da qualche parte. Unendo lavoro e piacere, ho visitato un altro spicchio di Salento. Nella mente di molti dire Salento vuol dire spiagge, solo spiagge. Ebbene, non è ovviamente così e il Salento della storia, dell'arte e della cultura non si ferma solo a Lecce e al suo barocco.
Per questa ragione sarebbe più corretto parlare di barocco salentino e non leccese, perché i vari comuni della zona hanno moltissimo da offrire.

Uno di quelli che mi ha stupito è stato Nardò. Di certo è un luogo molto turistico, in giro alle quattro del pomeriggio c'era un discreto numero di persone di varie nazionalità, ma forse è sempre un po' poco considerato quando si viaggia per il tacco d'Italia.

martedì 13 giugno 2017

Mostra CROSSROAD#3 - Eltono e Sten Lex

 So che è tanto che non scrivo. Purtroppo un po' gli impegni lavorativi e un po' la mia incapacità di essere costante. Forse dovrei sfruttare la mia passione per l'organizzazione e le agende per sviluppare una programmazione di quelle fatte bene.

Bando alle ciance! Oggi vorrei consigliarvi una mostra, per chi si trova a passare da Bari. Si tratta di una galleria privata, la Galleria Doppelgaenger, che propone artisti davvero interessanti e questa volta si è spostata, in un certo senso sulla grafica.
CROSSROAD#3 propone i lavori di Eltono e Sten Lex in una doppia personale. Vittorio Parisi, lo storico dell'arte nonché curatore della galleria, presenta i lavori partendo dal concetto del vagabondaggio, associato all'astrattismo delle opere proposte. Strizzando l'occhio alla grafica, che sia a colori o in bianco e nero, una delle caratteristiche che accomuna i due progetti è l'ambiente urbano.

sabato 29 aprile 2017

Beatrix Potter, tra coniglietti, anatre, ranocchie e la propria indipendenza


Ho sempre avuto un debole per le atmosfere dell'Inghilterra Vittoriana, pur essendo in contrasto con la condizione femminile non propriamente ideale, nonostante avesse una donna a capo della famiglia reale.
Beatrix Potter si colloca a cavallo tra due secoli durante i quali avverranno tanti cambiamenti per le donne. Per certi versi possiamo considerarla una pioniera, per quanto non si sia mai legata alle questioni delle suffragette.
Nata in una famiglia agiata, lei, suo fratello e i suoi genitori vivono di rendite, quasi una di quelle famiglie descritte nei libri della grande Jane Austen, senza alcun problema che prepararsi alla stagione della villeggiatura. Come per le migliori famiglie, l'istruzione di Beatrix avviene in casa, mentre viene fortemente scoraggiata un'istruzione universitaria.
In ogni caso, gli interessi di Beatrix erano molteplici, in particolare scientifici: si interessava di astronomia, botanica, entomologia, tassonomia e archeologia. Nella stanza dedicata allo studio i due piccoli Potter avevano una collezione di farfalle e si prendevano cura di piccoli animali. Si dedicavano molto all'arte, in particolare a tracciare schizzi e dipinti.

sabato 22 aprile 2017

L'altro volto della speranza - Aki Kaurismaki

Ho pensato per un po' se inserire questo film nella rubrica Gli Scacciapensieri oppure no. Alla fine no, perché L'altro volto della speranza di Aki Kaurismaki tutto fa tranne che lasciarti senza qualcosa su cui riflettere.

Per chi conosce il lavoro del regista finlandese non è una novità il suo trattare temi importanti con una dose di ironia finnica tutta particolare. Anche in questo caso il regista si è dedicato a qualcosa di estremamente complesso, ovvero il problema dell'immigrazione da territori martoriati dalla guerra, le richieste d'asilo, l'integrazione e il mondo occidentale, così diverso.

venerdì 7 aprile 2017

Tina Modotti, donna, comunista, fotografa

Una delle artiste italiane più importanti del Novecento e misconosciuta in Italia è Tina Modotti. E' strano come sia nota all'estero, in particolare nelle Americhe, e in Italia il suo nome latiti.
E' pur vero che la sua carriera comincia proprio al di là dell'oceano, inizialmente nel cinema, per poi arrivare alla fotografia, quando incontra Edward Weston, di cui diventa l'amante.

Molti ricorderanno che è stata interpretata nel film Frida, diretto da Julie Taymor, considerato il suo rapporto di amicizia (e non solo) con la pittrice messicana.
A Città del Messico, Tina svolge la sua seconda attività, ovvero quella di propaganda comunista ed è in questo frangente che conosce Frida, insieme a molti altri esponenti del Partito.

mercoledì 5 aprile 2017

All'opera con piccoli artisti


Capita che sparisca per un po' dalle pagine del blog, ma di tanto in tanto ho difficoltà a conciliare le mille attività della giornata.
Molto spesso, e mi ritengo in questo fortunata, queste attività hanno a che fare con l'arte. Lavoro con i bambini della scuola primaria, a volte della media inferiore, a progetti artistici.

Un paio di anni fa con una scuola  della mia città, abbiamo messo su un progetto multidisciplinare. In occasione di Expo 2015, si è scelto di lavorare sull'alimentazione, insegnando sane abitudini tramite un libro intitolato Camilla e il Pirata Caravaggio, di Franca Cicirelli, ed. La Meridiana.

domenica 26 marzo 2017

Tokyo Magnitute 8.0

Il sottotitolo di questo post dovrebbe essere "non tutti gli anime sono per bambini".E' un assioma ancora poco considerato in Italia, a parte per chi è davvero appassionato del genere. Tutti gli altri continuano a pensare che l'animazione, specie se a puntate, sia qualcosa per i più piccini.
Nulla di più falso.

Tokyo Magnitude 8.0 è un anime di 11 puntate per la regia di Masaki Tachibana e la sceneggiatura di Natsuko Takahashi. Racconta di un ipotetico terremoto dell'8° grado della scala Richter avvenuto nella capitale giapponese, densamente popolata, con tutte le conseguenze del caso. Analizza la vicenda dal punto di vista di due bambini, Mirai, ragazzina delle scuole medie, e del suo fratellino di dieci anni, Yuki.

domenica 19 marzo 2017

Andrea Carandini e la gaffe del FAI

Andrea Carandini
In un giorno di festa come questo, dedicato a tutti i papà, e in cui di solito lascio spazio alla rubrica L'artista della domenica, mi sento in dovere di commentare un fatto grave.
Il presidente del FAI, Fondo Ambiente Italiano, il Prof. Andrea Carandini, importantissimo archeologo italiano, ha fatto delle dichiarazione mezzo stampa davvero insostenibili.
La segnalazione è stata fatta dalla pagina Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali.

mercoledì 8 marzo 2017

Suzanne Valadon, da modella a pittrice

Suzanne Valadon nel suo studio a Montmartre
Nel giorno dell'8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della Donna, ho il piacere di introdurvi un'artista interessante, una di quelle donne che ha cambiato il proprio destino con una caparbietà davvero ammirevole.
Non è una figlia d'arte, com'è capitato per artiste già trattate su questo blog, ma viene fuori da origini umili. Certo, non è da tutti riuscire nell'impresa e questi casi, va detto, sono dei particolari esempi unici nel loro genere. Credo poco nella totipotenza di ognuno di noi, ma i più bravi riescono davvero a venir fuori in qualunque condizione.

Postumi di una sbornia
Toulouse-Lautrec, 1888
Lei è Suzanne Valadon (1865-1938), pseudonimo di Marie-Clementine Valadon, una pittrice che tra la fine dell'Ottocento e gli anni '30 del Novecento gravitò nel fermento artistico di Montmartre.

domenica 26 febbraio 2017

La nascita delle Muse - parte seconda

Erato, Muse of Poetry,
1870, Sir Edward John Poynter
Riprendiamo il nostro racconto alla scoperta delle Muse.
Cambiamo completamente ambito artistico e ci rivolgiamo alla Danza, perché Tersicore protegge questa arte. Paradossalmente lei non balla, ma accompagna con il suo strumento le danzatrici.

Si giunge quindi ad Erato, musa della poesia amorosa. Qui la rappresentazione si fa quasi didascalica, perché accanto a lei viene rappresentato un amorino, con arco e frecce, a rappresentare quel birbante di Eros, che ci mette lo zampino. La comune radice del nome tra Eros ed Erato è evidente e sono molti i poeti che si sono distinti per la poesia d'amore. Uno degli esempi più fulgidi in ambiente latino è sicuramente Catullo.

A questo punto però le Muse iniziano ad essere vaghe nell'identificazione di una tipologia di arte da proteggere. Polimnia, ad esempio, regge diverse arti come l'orchestica,che ingloba musica, danza e poesia, in una rappresentazione scenica complessa. In un certo senso a me, profana, ricorda in qualche modo i musical, ma chiaramente nel caso dell'orchestica parliamo di un'arte un po' più elevata, forse associabile al balletto. Rappresentata come una donna devota, con il capo velato, ha coperto anche il ruolo di identificazione con la Storia, la memoria, la retorica.

giovedì 23 febbraio 2017

La nascita delle Muse - parte prima

Mnemosyne
D.G. Rossetti, 1875-81, olio su tela
Il nome di questo blog si rifà alla leggendaria storia delle Muse, figlie di Zeus, il re degli dei dell'Olimpo, e di Mnemosine, la personificazione della memoria, figlia a sua volta di Urano e Gea, il cielo e la terra.

L'origine mitica delle Muse è legata ai Titani ed è facile comprenderne l'importanza nell'economia dell'Olimpo greco. Il loro numero verrà stabilito da Omero e da Esiodo, attestandosi sul numero nove, così come i loro nomi sono stati diversi nel tempo, fino a stabilizzarsi.

Quello che colpisce delle Muse è che sono tutte protettrici di arti che nulla hanno a che vedere con l'arte grafica, che sia pittura, scultura o altro. Per i Greci queste erano considerate delle semplici tecniche manuali, che riproducevano delle copie di qualcosa esistente in natura, includendo anche l'architettura in questa definizione di sapere tecnico, che, per quanto fosse progettata, non poteva assurgere al ruolo di arte.

domenica 19 febbraio 2017

L'artista della domenica: Jannis Kounellis - Senza titolo

Senza titolo
2010, installazione site specific
Come in molti sapranno, qualche giorno fa ci ha lasciati Jannis Kounellis.
Nato in Grecia nel 1936, si era formato artisticamente in Italia, a Roma, dove viveva. Era stato un esponente dell'Arte Povera, nata proprio in Italia alla metà degli anni '60, un movimento artistico che utilizzava materiali di scarto per le installazioni, che fossero putrelle, pezzi di legno, pneumatici, stoffa, pietre, piante a finanche animali vivi, come fece lo stesso Kounellis nell'opera Cavalli (1969).

Di frequente l'artista greco si è mosso sui toni del grigio, del ferro, del nero, in una visione che devasta le coscienze. Ricordo una delle opere esposte al Teatro Margherita a Bari, lo stesso anno di Vele, che tante polemiche avevano alimentato tra l'artista e l'amministrazione pugliese. C'erano dei grandi cavalletti, realizzati con putrelle e pannelli in metallo, su cui erano inchiodati dei cappotti neri con una piccola lastra che li saldava su queste assurde tele. Al centro altre putrelle, sistemate in un modo tale che ricordavano una croce caduta. L'impatto era tremendo e l'atmosfera diventava estremamente pesante, come a sentire la pressione di quelle lastre su di me. Alla fine è il lavoro di una vita che si concentrava in un'opera, con quell'assurdo significato che poneva in evidenza l'oppressione della vita dalla vita stessa.

mercoledì 15 febbraio 2017

Inside Out - Pete Docter e Ronnie del Carmen

Sono sempre stata particolarmente attratta dall'animazione, poco importa da chi è prodotta e da che Paese arrivi, i bei film sono belli per tante ragioni diverse.
Dopo tanta, tantissima pubblicità, tantissimi pareri positivi, finalmente sono riuscita a guardare Inside Out, prodotto dalla Pixar Animation Studios e distribuito dalla Walt Disney Pictures, in un connubio che si è rivelato vincente altre volte. Il film ha vinto anche la statuetta degli Oscar nella sua categoria nel 2016.

La trama è molto semplice: assistiamo alla nascita di una bambina, Riley, e dell'evoluzione della sua mente con la nascita delle varie emozioni. Si parte da Gioia, a seguire Disgusto, Rabbia, Paura e Tristezza. Vivono nel quartier generale, dove si trovano anche i ricordi della bambina, sottoforma di sfere, che hanno il colore dell'emozione che li ha prodotti. Dai ricordi più importanti, detti ricordi base, si formano delle isole della personalità. Tutto procede tranquillamente finché, a causa del lavoro del papà, devono tutti trasferirsi dal Minnesota a San Francisco. Da questo punto le emozioni inizieranno ad avere qualche problema, finché Gioia e Tristezza verranno catapulate fuori dal quartier generale e incominceranno un viaggio per poterci ritornare.

domenica 12 febbraio 2017

L'artista della domenica: Il bacio - Auguste Rodin

Il bacio,
A. Rodin, 1091-4, marmo, 182,2x121,9x153 cm, Tate Modern. Londra
Tempo di innamorati e di San Valentino che bussa alle porte. Anche questa volta punto sulla scultura, che ormai sembra essere quasi passata di moda, invece è estremamente espressiva, forse più di un dipinto.
Sensuale, bellissima, umana, la scultura Il bacio di Auguste Rodin è capace di sintetizzare l'amore sensuale in pochi semplici tratti. Non gesti calcolati e teatrali, ma veri e passionali, quelli che ognuno di noi è in grado di provare.

Facciamo un passo indietro. Rodin è un artista che in qualche modo rompe con l'Accademia, ma che in Accademia avrebbe voluto essere accolto o almeno riconosciuto. La sua formazione avviene nel periodo dei revival, lasciando poi il passo alla rottura con l'Accademia, con movimenti pittorici, come l'Impressionismo, e artisti bohémien. La sua formazione non era stata incentrata sul neoclassicismo in voga, ma aveva dato largo spazio alla scultura del XVIII secolo, realizzando poi dei viaggi in Italia alla scoperta di Donatello e Michelangelo.

lunedì 6 febbraio 2017

Varichina - La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis

Eccoci qui, iniziamo febbraio con una proposta cinematografica. Si tratta di una produzione locale, con Apulia Film Commission capofila per un film documentario intitolato Varichina - La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis.
Varichina, alias Lorenzo De Santis, fu il primo ad aver manifestato pubblicamente la propria omosessualità nella Bari degli anni '70. Il suo soprannome si deve al suo lavoro di ragazzino, quello della consegna porta a porta di prodotti che sua madre vendeva.
Il film è a metà tra la fiction e il documentario, ricostruisce quello che è concesso sapere di lui, quello che manifestava fuori dalle mura della sua casa nel quartiere Libertà.

Tutto è nato da un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 2 giugno 2013 dal titolo "Viva Lorenzo 'Varichina!' Un busto per il mito diverso" in cui Alberto Selvaggi, un po' per ridere un po' per ricordare un personaggio ancora oggi ben conosciuto a Bari, proponeva di realizzare un busto commemorativo da installare in Piazza Cesare Battisti, di fianco all'Ateneo, considerando che quello era un luogo che Varichina frequentava come parcheggiatore abusivo.

venerdì 27 gennaio 2017

Giorno della Memoria - Il Processo di Francoforte

Il procuratore Fritz Bauer
Per noi cresciuti con i lungometraggi dedicati a personaggi che si sono distinti durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, nelle commemorazioni nazionali e internazionali, parlare dei campi di concentramento e di Auschwitz sembra qualcosa di 'naturale', per quanto naturale possa essere parlare di sterminio di massa. 
Non è stato sempre così, anzi, c'è stato un periodo in cui si è dato per falso quello che alcune voci, come quelle dei russi comunisti, dicevano di aver trovato il 27 gennaio del 1945, quando hanno aperto i cancelli del più grande campo di sterminio nazista. Erano solo maldicenze dei rossi, anche perché i sopravvissuti spesso non avevano voglia di parlare di quello che era accaduto lì, magari avevano impiegato molto tempo per tornare a casa, come racconta Primo Levi ne La tregua. Altri si erano riuniti in associazioni di vittime, ma, appunto non erano stati ascoltati. 

giovedì 26 gennaio 2017

Your Name - Makoto Shinkai

Ieri mi sono fatta un regalo di compleanno molto gradito. Chi è interessato all'animazione giapponese era al corrente delle proiezioni di Your Name, l'ultimo lungometraggio di Makoto Shinkai.
A un primo sguardo, nei primi dieci quindici minuti del film, sembra essere il solito banale scambio di persona: una ragazza del liceo, Mitsuha Miyamizu, che vive nella piccola cittadina di Itomori, si sveglia periodicamente del corpo di un ragazzo della stessa età, Taki Tachibana, che vive nella grande città di Tokyo.
Trovarsi nel corpo dell'altro sesso provoca imbarazzi e apprensioni, ma quello che rende particolare la questione è che, una volta tornati nel proprio corpo, si hanno l'impressione di aver sognato tutto e, come nei sogni, si tendono a dimenticare dettagli e particolari, ad esempio il nome della persona della quale si vestivano i panni. 
Per ovviare a questo problema e per evitare imbarazzi (viste che non sanno cos'ha fatto l'altro durante la permanenza nel loro corpo) i due ragazzi scrivono sul cellulare uno dell'altro una sorta di diario, per tenersi aggiornati.

domenica 22 gennaio 2017

L'artista della domenica: Leocare - Apollo del Belvedere

Apollo del Belvedere
attribuito a Leocare
350 a.C., Copia romana, marmo bianco, 224 cm,
Musei Vaticani, Città del Vaticano
Siamo in pieno Rinascimento. Si elaborano pensieri nuovi, si rivalutano gli antichi, specie di quelli che, in qualche modo, se la passavano meglio a livello intellettuale, rispetto a coloro che dovettero recuperare la cultura umanistica e scientifica. E' in questo periodo di riscoperta che vennero riportate alla luce opere significative, sia per il passato che per quel periodo di rivoluzione intellettuale che si svolse nel XV secolo.
Immaginiamo che cosa potesse voler dire tirare fuori dalla terra opere di grande bellezza, come l'Apollo del Belvedere, ritrovato ad Anzio, ammirato dagli artisti, preso a modello per opere nuove.

Nel XVIII secolo l'Apollo viene considerato un esempio di perfezione artistica e ne scrive qualcosa anche l'amico e ammiratore dei Greci, Johann Joachim Winckelmann, in Storia dell’arte nell’antichità.

giovedì 19 gennaio 2017

#1000schiavi e il Bando per il Servizio Civile nei beni culturali

foto: Confassociazioni Beni Culturali
Una delle tante critiche che mi è stata fatta, quando ho scelto di studiare Storia dell'Arte, è stata quella che il settore culturale sia perennemente in crisi e, come disse un ministro tempo fa, con la cultura non si mangia.
Ebbene, in un pianeta dove le guerre e il fantasma del terrorismo sta spostando l'asse turistico da un luogo all'altro alla velocità della luce e la crisi ha ridotto la capacità di spesa dei turisti italiani e stranieri, anche l'Italia ha registrato un incremento dei flussi per la gioia di Franceschini (insomma, non è propriamente tutto merito suo, ma ne parlerò prossimamente), a dimostrazione che la cultura e il turismo sono una parte del Pil e nemmeno così scarsa, considerando l'indotto.

Non solo, l'Italia ha un enorme patrimonio culturale, storico, artistico, musicale, oltre che etnoantropologico, fermandoci a tutto ciò che compete al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Fino a poco tempo fa, aveva il maggior numero di siti UNESCO, superata di poco solo dalla Cina. Ne consegue che per mantenere attivi tanti siti, occuparsi della manutenzione ordinaria e straordinaria, della conservazione, della valorizzazione e della promozione di questo patrimonio ci sia bisogno di tanto, tantissimo personale specializzato. Che siano esperti in biblioteconomia, archeologia, restauro, architettura, storia dell'arte o musicologi, direttori artistici, curatori e via dicendo, sono proprio quei tanto sbeffeggiati professionisti, criticati per la scelta insana di essersi dedicati a materie umanistiche o legate al mondo artistico e culturale, ad essere necessari. 

domenica 15 gennaio 2017

L'artista della domenica: Vivian Maier - Autoritratto




Siamo abituati a considerare l'artista un narcisista, uno di quelli che vuole farsi notare, farsi riconoscere e ricevere gloria ed onori. 
Nel mondo della fotografia in particolare, capita piuttosto spesso di incontrare personalità completamente differenti e che il lavoro di alcuni di essi venga scoperto post mortem, come nel caso di Atget. 

Spettacolare è la scoperta di questa fotografa, Vivian Maier, avvenuta per un colpo di fortuna: la persona giusta al momento giusto è venuta in possesso delle sue fotografie, dei suoi negativi e di rullini non ancora sviluppati. 

lunedì 9 gennaio 2017

Gli Scacciapensieri (4) - Harry Potter e la Maledizione dell'Erede

Le feste natalizie sono finite e da queste parti siamo stretti dalla morsa della neve e del ghiaccio. E' il momento giusto per parlare di un libro che mi è stato regalato da mia Sorella, animo gentile, capace di stenderti con un solo pugno!
Harry Potter e la Maledizione dell'Erede, come in molti ormai sapranno, è la scrittura teatrale di uno spettacolo andato in scena nel Regno Unito la scorsa stagione, scritto basandosi su una storia originale della famosissima J.K. Rowling, ma elaborato da John Tiffany e Jack Thorne.

Inizialmente ero scettica sulla scelta di continuare con le store del Maghetto, anche perché ho trovato pessimo il settimo libro della saga, Harry Potter e i Doni della Morte. Il mio problema con l'ultimo libro era stato proprio la scrittura: non c'erano più le descrizioni a cui si era abituati, non c'era più cura nelle azioni e pareva una sceneggiatura per il cinema, più che un romanzo. Inoltre, mancava uno dei personaggi principali: Hogwarts. Ebbene sì: un libro di Harry Potter senza la Scuola di Magia e Stregoneria era un libro, a mio parere, monco. E' vero, torna nel finale, ma è diventato un luogo terrificante, dove i ragazzini vengono torturati e perseguitati. 

Aggiungo che non mi era piaciuto nemmeno quel capitolo che ci presentava la seconda generazione di maghi e streghe e le braccia mi sono cadute con un tonfo terribile alla presentazione del piccolo Albus Severus (il vecchio Dumbledore non mi è mai stato troppo simpatico e a un certo punto l'ho detestato, perché avevo capito che stava usando tutti per i suoi scopi, mentre il nome Severus mi è sembrato davvero un eccesso: si era capito benissimo che, in qualche maniera, Harry avesse perdonato Snape).

domenica 8 gennaio 2017

L'artista della domenica: Jusepe de Ribera - Maddalena Ventura con il marito e il figlio

Maddalena Ventura con il marito e il figlio
J. de Rbera, 1631, olio su tela, 196x127 cm,
Fondaciòn Casa Ducal de Medinacieli, Toledo

In questi giorni un mio contatto social ha postato il video di una ragazza affetta dalla sindrome dell'ovaio policistico. A causa di questa malattia, Harnaam Kaur ha la barba. Gli ormoni vanno un po' per i fatti loro, di conseguenza si manifestano dei tratti sessuali secondari del sesso opposto. 
Mi sono venute in mente tante cose, tra cui questo dipinto, opera di Jusepe de Ribera


Siamo nel Seicento, epoca in cui la curiosità di eventi insoliti e mirabili si coniuga con un modo di dipingere nuovo, iniziato da Caravaggio. 

martedì 3 gennaio 2017

Corrado Giaquinto e Filippo Cifariello. Nuovi inediti e contributi

E' stata una lunga assenza la mia. Tante cose sono cambiate negli ultimi tempi e suppongo cambieranno ancora, in una continua evoluzone che non avrei mai immaginato. Dopotutto è questo il succo della vita!
Quest'anno torno con la giusta determinazione, almeno spero...

Finito questo momeno nostalgia e buoni propositi per il nuovo anno, parliamo di cose serie, di cose che ci picciono, di arte.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...