mercoledì 4 settembre 2019

Simboli controversi: Zerocalcare e la bandiera imperialista giapponese

Sembra quasi una lunga pausa estiva fatta di proposito per spassarmela in vacanza; in realtà d'estate lavoro il triplo e trovare un momento per riflettere e scrivere su qualche argomento era difficile. Di argomenti da trattare ne ho un elenco lunghissimo, ma ad essere breve è il tempo che ho a disposizione.

Zerocalcare, fumettista romano, mi ha dato uno spunto interessante: il misunderstanding.
In questi giorni ha dato alle stampe una sua nuova pubblicazione, La scuola di pizze in faccia del professor Calcare, una raccolta di sue vignette realizzate per il web, storie inedite e molto altro. Per la copertina ha chiesto il lavoro di un artista che si è occupato di realizzarle anche per altri suoi lavori, Alberto Madrigal.
Come sempre Madrigal ha tirato fuori un bel disegno, ma qualcosa ha scricchiolato. Due fumettisti coreani della Bao Publishing hanno fatto notare qualcosa al fumettista, ovvero che la copertina per come era fatta rievocava tristi momenti della storia del loro paese: l'imperialismo giapponese che li ha dominati e repressi a lungo.

venerdì 21 giugno 2019

Slam Dunk - Takehiko Inoue

Estate, tempo di giochi all'aperto per molti, per me di grandi ritorni.
Questa volta l'attenzione cade su un manga che potremmo definire un cult degli spokon, quelli che preferisco in assoluto. L'ho citato l'anno scorso, quando ho parlato di Haikyuu!!, ne ho parlato sei anni fa quando ho scritto di Real.
E' arrivato il momento di Slam Dunk.

31 volumetti, disegnati dal grande Takehiko Inoue, pubblicati dal 1990 al 1996. Sì, tanto tempo fa. All'epoca la pallacanestro non era per nulla uno sport seguito in Giappone, non esisteva nemmeno una lega professionistica (che è nata nel 2005 e soppressa nel 2016), e Inoue decise di fare una scommessa con sé stesso. 

mercoledì 5 giugno 2019

Innocenza violata e le sue conseguenze: "Io so' Carmela"

Il caso del suicidio assistito di  Noa Pothoven sta facendo il giro del mondo. Quello che colpisce è che finora l'eutanasia e il suicidio assistito riguardavano persone con malattie incurabili che, prima di tutto, le debilitavano nel fisico, rendendo in senso pratico la loro vita difficile, provocando dopo sofferenza psicologica. Nel caso di Noa il disagio più che nel corpo era nello spirito, finita in una spirale di depressione e anoressia che le ha fatto desiderare la morte.
Volendo, avrebbe potuto suicidarsi in tutti i modi possibili, però ha deciso di farlo in modo controllato dalle istituzioni.
Non mi permetto di iniziare una discussione etica e morale, non sono in grado di valutare se sia giusto o sbagliato. Leggendo la sua storia, però, mi è tornato in mente un graphic novel che ho comprato diversi anni fa e che racconta una storia simile, ispirato al diario di Carmela Cirella, ritrovato dopo la sua morte.
Io so' Carmela è stato scritto da Alessia di Giovanni e disegnato da Monica Barengo, pubblicato da Beccogiallo, racconta la storia di una ragazzina di Taranto di soli 13 anni, violentata tre volte in quattro giorni da persone diverse. La violenza è solo l'inizio.
"Ho cominciato un diario. L'ho chiamato 'la storia più brutta della mia vita"

domenica 26 maggio 2019

La mafia è una montagna di merda: la strage di Via dei Georgofili

Quello che resta de "Concerto musicale" di Bartolomeo Manfredi
Oggi ricorre l'anniversario di un evento tragico, una strage di mafia avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio del 1993. Era l'anno delle stragi mafiose, quelle che avevano ucciso Falcone e Borsellino, quelle che vedevano Cosa Nostra agire nel peggiore dei modi per far guerra allo Stato.

Oltre alle vite delle persone, che si tratti di civili o di esponenti delle forze dell'ordine e della magistratura, politici (di quelli veri!) che mettevano la faccia nella lotta, le mafie hanno distrutto anche molte opere d'arte e proprio la strage di Via dei Georgofili è un esempio chiaro.
277 chilogrammi di esplosivo furono stipati in un Fiorino e l'auto parcheggiata in quella via, adiacente alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
All'una di notte un boato sveglia la città. E' crollata la Torre dei Pulci, dove è ospitata l'Accademia dei Georgofili, fondata nel 1753 e operante nel settore degli studi di agronomia, selvicoltura, economia e geografia agraria.

martedì 21 maggio 2019

La fontana di Ontani a Vergato e l'Arte Degenerata

La statua dello scandalo
Avevo seguito molto distrattamente la polemica esplosa su una fontana, intitolata RenVergatellAppenninMontovolO, opera in bronzo e marmo di Luigi Ontani, installata a Vergato, davanti alla stazione dei treni. Ancora di più mi veniva letteralmente da ridere quando Simone Pillon, che di mestiere fa l'avvocato, lanciava giudizi personalissimi, senza avere nessuna qualifica in merito. Si è arrivati addirittura a mettere in  scena un finto esorcismo, ma ancora mi facevano ridere. Poi, però, è bastato un aggettivo in un commento qualunque a far scattare la molla: degenerato.

In quel commento si diceva che gli artisti si definiscono acculturati, ma sono soltanto dei degenerati.
Non sono qui per difendere Luigi Ontani, che si difende benissimo da solo, semplicemente mostrando un curriculum di mostre in tutto il mondo nelle maggiori gallerie di arte contemporanea dagli anni '60 ad oggi, quanto per voler discutere della curiosa scelta dell'aggettivo fatta dal commentatore qualunque, perché fu utilizzato nel periodo più buio della storia europea e del mondo.

venerdì 17 maggio 2019

Il marito di mio fratello - Gengoroh Tagame

Nella Giornata Internazionale contro l'omofobia, bifobia e transfobia vorrei parlarvi di un manga che ho letto e comprato tempo fa.
Prima però è meglio chiarire come si pone il Paese nipponico davanti all'omosessualità. Il Giappone ha una cultura profondamente diversa in fatto di espressione della propria affettività e le effusioni in pubblico, sia che avvengano tra persone di sesso diverso che tra persone dello stesso sesso, sono profondamente limitate. Anche solo tenersi per mano non viene visto di buon occhio. A livello legale, ci sono tutele contro il bullismo omofobico e la discriminazione in base all'orientamento sessuale, ma allo stesso tempo a livello sociale si tende a nascondere la propria omosessualità. Al momento non sono permessi matrimoni o unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Il marito di mio fratello di Gengoroh Tagame, pubblicato in Italia da Planet Manga, conta due volumi, da cui è stato tratto un live action, e tratta di omosessualità. Facciamo la conoscenza fin dalle prime pagine di Yaichi, un padre single, che vive con la figlioletta Kana. Ha la fortuna di vivere di rendita, grazie agli affitti di un condominio ereditato dai suoi genitori, per cui può prendersi cura di sua figlia a tempo pieno.

martedì 23 aprile 2019

Gli Scacciapensieri (6) - Moschettieri del re: la penultima missione

Torna la rubrica Gli Scacciapensieri, iniziata parlando di libri che leggo per passatempo, telefilm che guardo per puro divertimento. Sono quelle produzioni che non sono di alto livello culturale e qualitativo, ma che hanno il loro perché, i loro motivi per essere apprezzate, diventando in parte un modo per rilassare le meningi.
Questa volta si tratta di un film. Non è la mia amata animazione, ma è una semplice commedia italiana. La ragione per cui l'ho guardata è il soggetto, tratto e ispirato a I tre moschettieri di Alexandre Dumas. Chi mi conosce personalmente sa che ho una smodata passione per questo libro, tanto che ho guardato tutte le trasposizioni cinematografiche e animate che avevano come protagonisti D'Artagnan, Porthos, Athos e Aramis. Forse perché non sono eroi perfetti, forse perché sono una squadra, forse per la cappa e spada, ma io questi quattro li adoro da quando ero bambina.
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