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domenica 12 febbraio 2017

L'artista della domenica: Il bacio - Auguste Rodin

Il bacio,
A. Rodin, 1091-4, marmo, 182,2x121,9x153 cm, Tate Modern. Londra
Tempo di innamorati e di San Valentino che bussa alle porte. Anche questa volta punto sulla scultura, che ormai sembra essere quasi passata di moda, invece è estremamente espressiva, forse più di un dipinto.
Sensuale, bellissima, umana, la scultura Il bacio di Auguste Rodin è capace di sintetizzare l'amore sensuale in pochi semplici tratti. Non gesti calcolati e teatrali, ma veri e passionali, quelli che ognuno di noi è in grado di provare.

Facciamo un passo indietro. Rodin è un artista che in qualche modo rompe con l'Accademia, ma che in Accademia avrebbe voluto essere accolto o almeno riconosciuto. La sua formazione avviene nel periodo dei revival, lasciando poi il passo alla rottura con l'Accademia, con movimenti pittorici, come l'Impressionismo, e artisti bohémien. La sua formazione non era stata incentrata sul neoclassicismo in voga, ma aveva dato largo spazio alla scultura del XVIII secolo, realizzando poi dei viaggi in Italia alla scoperta di Donatello e Michelangelo.

domenica 8 gennaio 2017

L'artista della domenica: Jusepe de Ribera - Maddalena Ventura con il marito e il figlio

Maddalena Ventura con il marito e il figlio
J. de Rbera, 1631, olio su tela, 196x127 cm,
Fondaciòn Casa Ducal de Medinacieli, Toledo

In questi giorni un mio contatto social ha postato il video di una ragazza affetta dalla sindrome dell'ovaio policistico. A causa di questa malattia, Harnaam Kaur ha la barba. Gli ormoni vanno un po' per i fatti loro, di conseguenza si manifestano dei tratti sessuali secondari del sesso opposto. 
Mi sono venute in mente tante cose, tra cui questo dipinto, opera di Jusepe de Ribera. 


Siamo nel Seicento, epoca in cui la curiosità di eventi insoliti e mirabili si coniuga con un modo di dipingere nuovo, iniziato da Caravaggio. 

mercoledì 24 aprile 2013

Diario di viaggio - Malta (1)

Veduta di La Valletta, con la torre campanaria
della co-cattedrale di San Paolo e la cupola
della chiesa dei Carmelitani.
Visitare posti nuovi è sempre bello e, se sono anche economici, lo è ancora di più. Non voglio parlare di crisi, ma di viaggi. 
Recentemente ho fatto un salto nella Repubblica di Malta, un arcipelago, visitando solo l'isola più grande, da cui prende il nome questo piccolo Stato. 
E' formato da tre isole: Malta, Gozo e Comino. E' nota per essere stata la sede dei Cavalieri di San Giovanni, noti anche come Ospitalieri, Cavalieri di Rodi, poi Cavalieri di Malta, a partire dal 1530. Fu Carlo V a donare queste isole, ricevendo in pagamento annuale un falco ammaestrato. Oggi l'Ordine esiste ancora, un po' frazionato dopo l'arrivo di Napoleone a Malta, sopravvive come Sovrano Militare Ordine di Malta, con sede in Italia e altre associazioni sparse in Europa. Dipendono direttamente dalla Santa Sede. Non ho ancora avuto modo di approfondire la storia dell'Ordine, quindi mi fermo qui.
La premessa era importante, perché, proprio per il fatto di essere un possedimento di un ordine cavalleresco, ha fatto in modo che tutta la parte antica fosse circondata da una serie di fortezze e vedette per la difesa dell'isola dall'invasione turca, facendo assumere al luogo un aspetto caratteristico.

sabato 24 settembre 2011

Nulla nasce dal nulla

Angelo annunciante, 1608, marmo, 185 cm,
Francesco Mochi,
Museo dell'Opera del Duomo, Orvieto
Io e il Barocco non siamo mai andati troppo d'accordo. Trovo molti dei suoi elementi particolarmente nauseanti. Non posso usare un'altra parola per descrivere la sensazione che provo quando guardo le testine dei putti aggettarsi da altari, cornici e stucchi. E' proprio nausea quella che provo, ma c'è sempre qualcosa che piace meno nell'universo dell'Arte. 
Prima che uno stile diventi moda, cosa che ammazza qualsiasi buona intenzione, esistono le vie di mezzo, i momenti di passaggio, le origini di qualunque cosa. Nell'Arte non esiste nessun cambiamento improvviso: niente viene fuori dal nulla o dalla mente malata di un artista che si sveglia una bella mattina e decide di farne una delle sue. Questo è un discorso che dovrebbe essere approfondito, ma, se guardiamo alla Storia dell'Arte, è più facile capire che appena dopo Michelangelo non ci sarebbe mai potuto essere Picasso e tanto meno Pollock: li avrebbero rinchiusi in manicomio e a ben ragione, direi. 
Allo stesso modo l'eccesso del Barocco e del Rococò non sono sbucati dal nulla, ma da una lenta e graduale metamorfosi delle forme rinascimentali a quelle tipiche del periodo. Per rendere più facile la comprensione delle differenze, basta osservare il "Mosè" (1515-1542) di Michelangelo e uno dei "Quattro Fiumi" (1651) a Piazza Navona di Bernini. Vi sembrerà un paragone eccessivo, con più di cent'anni di differenza. Invece è il metodo giusto per capire. Se osserviamo il Profeta e il Rio de la Plata, possiamo trovare una perfetta monumentalità in entrambi, ma un diverso concetto di movimento.
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