giovedì 17 gennaio 2019

Diario di viaggio - Istanbul, Parte Prima (15)


Moschea Blu
Bentrovati e buon 2019! Passato delle belle vacanze? Io sì (salti di giubilo!) e il titolo di questo Diario di viaggio lo dimostra.
Ebbene, quest'anno la fine dell'anno vecchio e l'inizio di quello nuovo li ho trascorsi all'estero. Era un po' che non succedeva, è stata una bella novità. Questa volta, insieme a mio padre, abbiamo deciso per questa particolarissima città, dalla storia complessa e dalle vicende davvero particolari: Istanbul.

Istanbul è l'unica città al mondo a trovarsi divisa tra due continenti: da un lato del Bosforo la vecchia Europa e dall'altro l'Asia. La parte europea è divisa a sua volta in due porzioni dal Corno d'Oro, una insenatura che corre per chilometri e divide la zona del centro storico dalle altre espansioni.
Istanbul ha 15 milioni di abitanti: prendete Bari, Napoli, Palermo e moltiplicate il tutto per 8 e avrete la formula perfetta per capire che tipo di città è. Siamo sinceri e queste tre città sono una sorta di caos organizzato (e disorganizzato), amichevoli sicuramente, complicate pure, variegate, dove si parlano tante lingue, dove la presenza del mare ha mescolato tutto il mescolabile. Così è Istanbul. Dico la verità, mi sono sentita piuttosto a casa, ho trovato molti più punti in comune rispetto a una qualunque città del nord Europa.

Santa Sofia
Veniamo al viaggio. Un saluto va di certo alla guida, Yildirim, turco che parla non so quante lingue, maratoneta per davvero e con una pazienza che gli invidio.
Dopo un saluto all'Ippodromo e all'obelisco di Teodosio (bella la sensazione di vedere dal vivo qualcosa che hai studiato ai tempi dell'università), la prima tappa della giornata è stata la famosa Moschea Blu, che, purtroppo non era molto visitabile, visto quanto era impacchettata per via dei restauri. Certo è che il mio gruppo, una quarantina di persone, ha dovuto fare i conti subito con la storia delle scarpe da togliere e con le teste da velare: inutile pensare di scamparla, le regole sono regole e lì c'è la polizia direttamente a farle rispettare. Questo ha un po' stupito tutti, ma dal colpo di stato fallito di tre anni fa, la polizia e i metal detector sono praticamente ovunque.

Da qui abbiamo fatto un salto alla Cisterna Basilica. In un luogo circondato dal mare, ma privo di acqua dolce, l'approvvigionamento idrico era uno dei problemi più impellenti, quindi i Romani, maestri di acquedotti e cisterne, posero rimedio. Questa è opera di Giustiniano I ed è famosa per via delle teste di gorgone utilizzate come basamento di due colonne. Anche questo sito era in restauro, quindi niente acqua e niente selva infinita di colonne.

Biblioteca di Palazzo Topkapi
Un posto interessante è stato sicuramente il Palazzo Topkapi. Enorme è la parola giusta, con tantissimi ambienti diversi: dalla Sala del Divano, ovvero dove il consiglio prendeva le sue decisioni prima di andare dal Sultano, alle cucine, tantissime, dalle enormi canne fumarie, fino a una piccola biblioteca, alle mostre di orologi e di armi, alla sala privata del Sultano con tanto di fontanella fuori che si apriva per far rumore e non permettere di origliare (rimedio della nonna!) e al panorama con i due continenti sullo sfondo. E' molto interessante pensare alla schiera di persone che abitavano in quel luogo, tra servitori e membri della corte, davvero c'era un'infinità di umanità a popolare il palazzo.

Il tè, servito a fine cena
La cena si è svolta in un locale tipico dove non si servivano alcolici. E' una situazione molto comune, per cui, se per voi è irrinunciabile, pensateci bene. Non so esattamente cosa ho mangiato, ho riconosciuto solo qualcosa in comune con la cucina greca e quella albanese. Per esempio so di aver mangiato humus, tzatziki, molti piatti a base di melanzane, farro e cous cous. Tipico di quella zona è l'agnello, il montone e pollame, visto che difficilmente mangiano anche animali più grandi. Di sicuro ho mangiato delle interiora, ma non voglio saperlo per certo. Diciamo che io meno ci capisco, più mangio, ma non devo sapere esattamente cosa oppure è la fine. Hanno portato anche un pollo in crosta di sale, ripieno di riso, legumi, frutta secca e speziato. E' tutto speziato o piccante, anche qui consiglio di pensarci bene prima. A fine pasto kunefe, un dolce a base di formaggio, e tè nero, che qui bevono a tutte le ore. TUTTE! I dolci turchi sono dolci per davvero, spesso a base di miele e frutta secca.

Questo primo giorno è stato un giro classico, quello che visitavano anche i croceristi, quando le navi da crociera attraccavano a Istanbul. Il bello è venuto il giorno seguente, con tante curiosità.

Diario di viaggio - Istanbul, Parte Seconda (16)
Diario di viaggio - Istanbul, Parte Terza (17)

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