domenica 27 gennaio 2019

L'artista della domenica: Joel Peter Witkin - Face of a woman

Face of a woman
2004
Mi rendo conto che iniziare così la domenica mattina, ma io trovo questo fotografo decisamente fuori dall'ordinario.
Joel Peter Witkin è un fotografo statunitense contemporaneo. Il suo lavoro si muove sul grottesco e affronta un tema particolare, quello della morte.
In diverse interviste ha raccontato di un particolare agghiacciante della sua infanzia:

"Successe di Domenica quando mia madre, io e il mio fratello gemello stavamo scendendo le scale del palazzo in cui abitavamo. Stavamo andando in chiesa. Mentre camminavamo lungo il corridoio verso l'ingresso del palazzo, abbiamo sentito uno schianto incredibile insieme ad urla e grida in cerca di aiuto. L'incidente ha coinvolto tre vetture, tutte e tre con famiglie complete dentro. In qualche modo, nella confusione, non stavo più tenendo la mano di mia madre. Nel punto in cui mi trovavo sul marciapiede, ho potuto vedere qualcosa che rotolava da una delle auto rovesciate. Si fermò sul marciapiede dove mi trovavo. Era la testa di una bambina. Mi chinai a toccare il viso, per parlargli - ma prima che potessi toccare qualcuno mi ha portato via"
Fatto sta che nelle sue fotografie manipola cadaveri o parti di questi, utilizza anche macchine sceniche e manichini e organizza la scena quasi si trattasse di tableau vivant, anche se di vivo non c'è nulla.
Alcune delle sue opere ricalcano quelle di grandi artisti, reinterpretate a suo modo, pensiamo a Las Meninas di Velasquez o a La Zattera della Medusa di Géricault.

L'impatto con questo fotografo è inizialmente contraddittorio. All'inizio non sapevo collocarlo innanzitutto sull'asse temporale: i suoi lavori mi ricordavano quelli di Diane Arbus e i suoi Freak, visto che anche con Witkin non mancano nani, giganti, donne barbute, fisicità particolari a popolare le sue immagini, per non parlare delle composizioni. E' quando si osservano le nature morte, però che qualcosa comincia ad emergere, perché inizialmente sembra utilizzi dei manichini fatti davvero bene o che sia un fotomontaggio di quelli fatti ancora meglio. Invece no, a un certo punto la consapevolezza ti colpisce e scopri che quelli sono cadaveri messi a punto apposta per la fotografia. A quanto pare per manipolare i cadaveri si sposta in Messico, visto che la pratica negli Stati Uniti è illegale.

Sicuramente lo shock emotivo è la prima cosa che colpisce del suo lavoro, ma quello che fa è smantellare i nostri preconcetti di bellezza e sensualità, perché far interpretare la Venere del Botticelli a un ermafrodito fa questo ed altro! E' una critica sociale e forse politica alla nostra società.

Spero di avervi fatto conoscere qualcosa di nuovo, certamente di insolito!

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