sabato 12 febbraio 2011

Non era prevedibile

L'Italia si fa riconoscere. Sempre. 
In questi giorni sono aumentati gli sbarchi a Lampedusa. Il centro di permanenza temporanea pare non verrà riaperto. I clandestini sono aumentati a 3.000 e ce ne sono altri in arrivo. Non si sa dove sistemarli e, in attesa di comunicazioni da chi di competenza, attendono direttamente sul molo, in inverno. Maroni parla di "emergenza umanitaria" e si allerta la Protezione Civile. 
La domanda che mi viene da porre è: ma il Ministro degli Esteri e quello degli Interni parlano tra loro? Ma, soprattutto, si sono accorti degli stravolgimenti politici e sociali nel Magreb? Non dico che debbano aver letto le comunicazioni di ordine internazionale, perché pare di chiedere troppo, ma guardato un tg qualunque, sfogliato un giornale? Son ben tre settimane che, prima la Tunisia, con la Rivolta del Pane contro Ben Ali, poi l'Egitto contro Mubarak, dall'altra parte del Mediterraneo sta succedendo di tutto: contestazioni, gente riversata per le strade, esercito contro i manifestati, sparatorie, feriti, morti, ex dittatori che vorrebbero volentieri togliersi di torno prima di finire in luoghi poco gradevoli e l'Italia scende dal pero
Chiedo scusa, ma non era praticamente matematico che ci sarebbero stati disperati che da quel caos volessero fuggire? La geografia insegna, poi, che Lampedusa è la prima costa utile su cui approdare. Quindi perché siamo in "emergenza umanitaria"? Cosa c'è di così imprevedibile? Perché non si poteva essere pronti ad affrontare il problema, che non è un'emergenza? L'emergenza è una circostanza o eventualità imprevista. Questa situazione era imprevista?
A volte penso sul serio che i cervelli di questo Paese siano tutti fuggiti.

1 commento:

Alessandro de Leo ha detto...

Da noi tutto ciò che accade è un'emergenza, semplicemente perché il governo è eternamente distratto. Non a caso, mentre il Magreb era a soqquadro, da noi si parlava di ripristinare l'immunità parlamentare.

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