domenica 20 febbraio 2011

L'artista della domenica: Paul Sérusier - Il talismano

Paul Sérusier, Il talismano, 1888, olio su legno, 27 x 21 cm, Musée d'Orsay, Parigi
"Come vedi tu questi alberi? Gialli, e allora mettici il giallo, il più bel giallo della tua tavolozza. Quest'ombra? Piuttosto blu, dipingila con l'oltremare puro, e queste foglie? Rosse, mettici del vermiglio." (citato da Maurice Denis, in ABC de la Peinture, Suivi d'une étude sul la vie ed l'oeuvre de Sérusier par Maurice Denis, Floury, Paris 1942)
Le famose parole di Gauguin sono entrate nella leggenda. Quando si parla della scuola di Pont-Aven, si cerca di valutare una prima vera sintesi visuale ed emozionale nell'arte. 
L'Impressionismo aveva insegnato a osservare in modo differente la realtà. Gli studi sull'ottica, il perfezionamento della fotografia avevano consentito un'analisi scientifica di essa. Si era compresa l'importanza della luce, del suo plasmare gli oggetti, si erano quasi del tutto demoliti i principi di composizione classica, l'uso del disegno prima della pittura.
Gauguin era giunto, infine, a utilizzare dei colori arbitrari nella resa delle sue immagini. Verrà influenzato dall'arte contadina della Bretagna e dalle stampe giapponesi, che avevano fatto il loro ingresso ormai da tempo in Europa. 
Inizia a delinearsi il Sintetismo, un tentativo di eliminare tutti i dettagli di un paesaggio, di una qualunque immagine osservata all'aria aperta, dipingendo a memoria. Poche sfumature di colore sono presenti sulle tele degli anni '80 dell'Ottocento del pittore francese; i colori, infatti, sono utilizzati puri per conservarne la massima espressività, per consentire alla tela di bruciare nel contrasto. 
Nel gruppo di artisti che gravitava intorno a Gauguin, Paul Sérusier è stato uno di quelli che ha interpretato le sue parole in modo originale. 
"Il talismano" incarna la libertà di interpretazione della realtà mescolata all'interiorità dell'artista. L'insegnamento del maestro è evidente, poco meno la distinzione del soggetto del dipinto. Le masse di colore puro si adagiano una accanto all'altra senza contorni, ma lasciandosi esaltare a vicenda. Verde, giallo, rosso e blu sono i colori dominanti di un paesaggio che si specchia in un fiume. E' questa duplicazione a creare confusione nell'individuazione del soggetto del dipinto, svelato il quale è più semplice scorgere i tronchi e le chiome degli alberi. L'apparente astrattismo viene così a mancare, è troppo presto per una simile conclusione immaginativa. L'immagine proposta da Sérusier sembra scomposta in forme poligonali piatte. I rettangoli delle pennellate, comunque fluide, sono evidenti e sembrano impacchettare la realtà, evitando qualunque forma tondeggiante, quasi si volesse evitare di ripassare il pennello su una superficie già impregnata di colore per tentare di ammorbidirla.
Da queste premesse nascerà il movimento dei Nabis, passaggio obbligato per giungere all'Espressionismo francese

2 commenti:

Alessandro de Leo ha detto...

Questo pittore non l'avevo mai sentito nominare; la tua opera di indottrinamento procede alla grande =P

Lucrezia M. ha detto...

Di artisti ce ne sono tantissimi, solo che i grandi nomi tendono a nasconderli per bene e solo chi veramente è interessato a capirci qualcosa riuscirà a riscoprirli. I Nabis sono spesso ignorati o citati, ma mai approfonditi.

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