lunedì 8 novembre 2010

Il crollo di Pompei - Storia di ordinaria follia!

Questi giorni, una delle notizie che è rimbalzata nell'etere, è stato il crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei. Un evento tragico, assurdo, che provoca una certa indignazione, oltre che al fatto che capita a fagiolo, giusto per farci capire come i tagli sulla cultura possano ridurci: in macerie
Io mi sono stupita delle reazioni di molti alla notizia. Essendo interessata al campo storico, archeologico e artistico, io ero perfettamente cosciente della situazione, e, purtroppo, per me non è stata una grande notizia, anche se mi fa star male il ridurre a cumuli di pietre un luogo che è stato una manna dal cielo per la ricostruzione della storia e dell'arte romana, oltre che per l'economia di una zona depressa. 
Ho detto che ero cosciente della situazione, mi aspettavo quasi che crollasse qualcosa prima o poi. A Pompei ci sono stata anni fa, andavo ancora a scuola, ma le anomalie di quel posto erano già chiare. Ricordo sacchi di plastica di reperti archeologici depositati vicino alla Basilica; ovviamente erano incustoditi, ovviamente erano stati aperti e, suppongo, qualche reperto aveva preso un'altra strada, chissà per dove. 
Molti altri problemi non li ho colti, non ricordo altri dettagli, un po' perché non mi occupavo io di pagare parcheggi e roba varia, ma ricordo che prendemmo la circumvesuviana.
A prescindere da Pompei, anche il centro di Napoli non era messo benissimo. Era facile accorgersi, ad occhio nudo, dei palazzi storici, databili quantomeno all'Ottocento, che avevano bisogno di pesanti ristrutturazioni, a rischio crollo
Quello che è successo nei giorni scorsi è stata la normale conseguenza a mancanza di manutenzione ordinaria (e straordinaria) di un luogo così delicato e importante. Ovviamente i problemi di Pompei si potranno risolvere solo quando la legalità sarà ristabilita in quei luoghi e si sarà sviluppata in tutti gli italiani (non solo quelli che vivono a Venezia, Firenze o Roma) un'attenzione reale alla cultura e al turismo. Complici di questo sfacelo sono, sicuramente, gli amministratori locali, senza dimenticare i Governi, non mi interessa se di Destra o di Sinistra, che mettono sempre gli scarti a occupare la poltrona di Ministro dei Beni Culturali e di Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca. Guardate quelli di oggi, ma gettate uno sguardo anche al passato...
Su YouTube ci sono dei video su una vecchia inchiesta che parla di disservizi vari, leggi violate, abusivismo suggeriti da Alessandro de Leo. La situazione è parecchio tragica, ma, spiace dirlo, molti problemi sono comuni al Sud (cosa orribile da dire, ma è la verità). Per fare un elenco: bagni che non funzionano, punti informativi chiusi nei giorni e nelle ore sbagliate, mancanza di cartelli adeguati, guide impreparate (non basta imparare quattro concetti da un libro, bisogna essere coscienti di cosa si sta dicendo a un turista, essere pronti ad adattarsi al gruppo che si ha davanti, quindi semplificare o arricchire la spiegazione all'occorrenza; ovviamente sarebbe meglio qualcuno specializzato in materia e di lauree adatte ce ne sono: dalla Storia dell'Arte, all'Architettura, a laureati all'Accademia, per non parlare dei laureati in Lingue). 
Per fare un esempio concreto, ho sempre pensato che il Dolmen di Bisceglie e il Pulo di Molfetta sarebbero stati gestiti in modo più efficace al Nord; non lo dico per razzismo, ma perché ho visto come trattano i loro monumenti. Anche entrare nelle chiese di Firenze ha un costo, c'è un biglietto anche lì. Vi sembra ingiusto? Invece no: la gratuità per un museo, una chiesa o un monumento spesso è solo una svalutazione dello stesso. Sicuramente i soldi dei biglietti non sono sufficienti a pagare manutenzione, illuminazione o semplicemente il custode, ma aiutano, aiutano anche a valutarlo un bene.
A Molfetta c'è l'unica Siloteca del Centro-Sud, La Civica Siloteca "Raffaele Cormio". Chissà perché non lo sa nessuno. In che condizioni è? Per me pessime: poca organizzazione, visibilità, gente che abbia voglia di gestirla. C'è solo un signore che ama quel luogo e lo tratta con rispetto, per il resto, quando ci sono stata io, aveva bisogno di qualcuno che liberasse i locali dalla polvere. La barzelletta è che Cormio, botanico molfettese, ne ha fondata un'altra di Siloteca, a Milano, oggi gestita in altro modo. Alcuni penseranno: "Eh, ma è a Milano!", mettendoci subito dalla parte dei perdenti, di gente incapace di far funzionare qualcosa. Ovviamente, se cercate su Google le parole: Siloteca, Cormio e Molfetta, appariranno solo link lombardi.
Di tele da restaurare ce ne sono a tonnellate, tele anche strappate, con cadute di colore; di monumenti imbrattati dai vandali a bizzeffe; architetture a rischio crollo praticamente in ogni centro storico. Di cosa ci meravigliamo? Con i tagli fatti ora, beh, saremo fortunati se non viene giù qualcos'altro. L'elenco dei siti importanti solo in Puglia farebbe spavento. Il vero problema è che se non si preservano questi beni è la nostra identità, la nostra economia alternativa, la nostra essenza ad andarsene al Creatore.
Per tutti quelli che nemmeno immaginavano certe cose, do il benvenuto nel mio mondo.

5 commenti:

Alessandro de Leo ha detto...

Io il mondo dell'archeologia lo vivo dall'esterno, perciò vedere in che condizioni è tenuta Pompei mi sorprende e disgusta, per non parlare del rammarico e della rabbia che ho provato quando ho saputo del crollo. Più o meno quel che provo quando vedo sul Dolmen della Chianca stupidi messaggi scritti con pennarelli colorati. La causa di tutti i mali è l'ignoranza: se si capisse cosa si ha davanti non si sarebbe tentati dall'imbrattarlo, o di permettere ai turisti di sparare flash sugli affreschi. Ma l'esempio che proviene dell'alto è questo: qualcuno ha detto "Ultima cena" e "Medvedev"?

Lucrezia M. ha detto...

Eh, già. Dato l'esempio delle "autorità" è dura far capire certe cose agli altri. Se vogliamo parlare del luogo dove si dovrebbero imparare certi valori, dobbiamo fare un salto a scuola: quando si andava in "gita" pochi erano attenti a quello che si era andati a fare effettivamente fin lì e i professori per lo più se ne fregavano per quieto vivere. Che mondo!

Alessandro de Leo ha detto...

http://www.bisceglielive.it/news/news.aspx?idnews=8781
Il dolmen è appena stato riconosciuto dall'Unesco; peccato che ciò sia solo una passerella per la politica locale, senza che ciò porti cambiamenti nello stato di conservazione del monumento.

Roke ha detto...

Buona la dritta sulla siloteca!
Nemmeno sapevo cosa fosse una siloteca finchè non ho letto qui...

Roke ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
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