giovedì 27 gennaio 2011

Giornata della Memoria - Uno sguardo agli ultimi


La Giornata della Memoria è stata istituita per non dimenticare ciò che è successo durante i Regimi Nazi-Fascisti. Lo sterminio organizzato di popoli interi merita un momento di riflessione e istituire una giornata senza però dedicarsi a capire realmente cosa è successo e a chi non ha nessun valore.
Non so quanto se ne parli in modo interessato e costruttivo a scuola (che peggiora di giorno in giorno), ma, se lo si fa, si tende sempre e solo a parlare degli ebrei. Le ragioni dovrebbero essere palesi: si tratta dei "ricchi" della situazione, di conseguenza il massimo rispetto e cordoglio è riferito soltanto a questo popolo.
Da qualche anno mi son presa l'onere di aprire delle finestre sulle tante etnie coinvolte.
Tra i popoli dimenticati ci sono le etnie Sinti e Rom degli zingari, oggi ricordati anche, stranamente, dal Presidente Napolitano. Questo sterminio prende il nome di Porajmos, grande devastazione. 
Segnalati con il triangolo marrone, gli zingari erano considerati popoli inferiori, di origine ariana, ma che avevano mescolato il proprio sangue prima con quello indiano, poi quello asiatico per tornare a mescolarlo con quello di altri popoli europei, tra cui gli slavi, considerati un popolo da schiavizzare in quanto si trattava di subumani.
Non si sa quanti siano stati gli zingari sterminati nei campi di concentramento. Alcune stime arrivano fino a un milione e mezzo di vittime. Non è possibile identificarli tutti e i conteggi non sono chiari, perché non sono definiti gli alberi genealogici e spesso, essendo per lo più popoli nomadi e in alcuni casi apolidi, non sono registrati in nessuno Stato. 
In virtù della considerazione molto bassa che si aveva di loro, furono ritenuti delle ottime cavie per una serie di esperimenti, tenuti maggiormente nei campi di concentramento di Auschwitz e di Dechau.
Gli esperimenti erano di ordine medico e militare. Uno di questi riguardava il congelamento. L'aviazione tedesca era interessata a  definire i tempi e i rimedi al congelamento. Un soggetto veniva immerso in una vasca di acqua ghiacciata per un'ora - un'ora e mezza. Si verificò che, quando la temperatura corporea scende sotto i 28° C, il prigioniero moriva. Va da sé che non erano certo necessarie delle cavie, tanto meno umane, per definire che occorreva inspessire le tute degli aviatori per le missioni nel Nord Europa. Furono verificati alcuni rimedi utilizzati dai pescatori del Mare del Nord: il riscaldamento con il contatto umano. Donne di mezza età zingare, che quindi venivano risparmiate dalla sterilizzazione, praticata invece per quelle più giovani, venivano utilizzate per scaldare altre cavie precedentemente messe a mollo nell'acqua ghiacciata. Furono centinaia gli esperimenti di questo tipo, per giungere alla conclusione che era più efficace un bagno caldo per contrastare il congelamento. 
Sempre l'aviazione commissionò esperimenti sulla potabilità dell'acqua salata. Furono 80 gli zingari lasciati morire di sete o costretti a bere acqua salata per verificare la possibilità di sopravvivenza, possibilità che si sapeva già non esistere. 
Un esperimento estremamente crudele fu quello per tentare di immunizzare gli esseri umani da iprite e fosgene, un gas asfissiante, ma che in forma liquida procurava delle profonde ustioni. Anche qui le cavie prescelte furono gli zingari, oltre ai dissidenti politici. L'esperimento era semplice: gli zingari venivano fatti entrare a coppie in una camera stagna: una vittima era stata immunizzata con dell'urotropina, l'altra no. Quando la porta si chiudeva, si apriva automaticamente una fiala di fosgene. L'esperimento durava 20 minuti, poi seguiva la coppia successiva. I risultati furono "brillanti": gli immunizzati sopravvivevano. Ma non bastava: occorreva stabilire in quanto tempo si potevano recuperare le forze dopo l'esposizione. Così i sopravvissuti vennero fatti correre a suon di frustate. 
Non certo perché di minore orrore, la sterilizzazione di massa fu un altro trattamento riservato agli zingari e non solo, ma a tutte quelle popolazioni considerate dai Nazi-Fascisti subumane. Inizialmente furono utilizzati metodi chirurgici, come la vasectomia e il legamento delle tube; ci si accorse presto che questo era un metodo dispendioso e lungo, così si fece largo alla sperimentazione. Il metodo Clauberg prevedeva l'iniezione di sostanze irritanti all'interno dell'utero con atroci sofferenze, a suon di minacce di morte se qualcuna tentava di ribellarsi. Il metodo Schumann invece consisteva nell'irrorazione diretta ai raggi X per 15 minuti; il metodo non era efficace, quindi per sicurezza si tornava al metodo chirurgico e per gli zingari le vittime erano in maggioranza bambine di 13-14 anni. 
In ultima analisi vanno citate le sperimentazioni sui gemelli di Mengele, un medico che attuava esperimenti con nessuna base scientifica, ossessionato dai gemelli tanto da operarli per scambiare i loro organi, tentare trapianti improbabili, attuare trasfusioni incrociate e con la folle idea della morte simultanea: veniva iniettato nel loro cuore del fenolo "sperando" che morissero nello stesso istante. Questi esperimenti riguardavano i gemelli di ogni etnia. 
In definitiva, il trattamento che subirono può essere associato a quello degli altri prigionieri e si rischia di essere alquanto ripetitivi elencando i metodi di sterminio utilizzati, come le camere a gas. Quello che però va ricordato è che c'erano anche loro, come c'erano gli omosessuali, i transessuali e le lesbiche, i disabili, i dissidenti politici, i Testimoni di Geova, criminali di vario genere e gli immigrati.
Ricordare la vita e le sofferenze di queste persone ci dovrebbe aiutare ad interpretare meglio il presente, a non commettere più errori di questo genere, ad essere più consapevoli di noi stessi e del nostro passato. Dovemmo essere capaci di distinguere cosa è giusto e cosa no, ma a volte mi guardo intorno e mi rendo conto che non abbiamo imparato niente dalla Storia: ricadiamo negli stessi errori in una spirale d'odio che non ha alcun senso. 

5 commenti:

Alessandro de Leo ha detto...

Per imparare qualcosa dalla storia bisognerebbe prima di tutto conoscerla. La maggior parte delle persone crede che fossero uccisi soltanto gli ebrei; ai politici fa comodo assecondare questa teoria dato che gli zingari sono ancora discriminati, così come gli omosessuali. Ma tranquilla, a breve la scuola non insegnerà più niente (eccetto arrampicata, tiro con l'arco e religione cattolica) e queste discussioni no nci saranno più. Olocosa?

Lucrezia M. ha detto...

Quello che però si può ancora fare è aprire i libri: quelli non sono ancora stati sequestrati e non è ancora stato ricreato l'Indice dei libri proibiti. A breve forse non troveremo più le teorie evoluzionistiche sui libri di scienze, ma già di Darwin si parla una volta sì e dieci no.
Ma a parte questo, spesso si pensa di sapere tutto e invece si toppa su cose che dovrebbero essere ben chiare.

Roke ha detto...

Agghiacciante.
Spesso sento scansare l'argomento con il motivo che "si parla sempre di questo, ed è angosciante". (Sempre?!)In effetti però, un giorno all'anno, la commemorazione viene ripetuta come una litania, e rimangono tante cose che non sappiamo... è ovvio che non sarà mai piacevole ricordare questi avvenimenti, ma quale tortura può mai essere ascoltare queste storie? Sicuramente meglio che subirle.

Lucrezia M. ha detto...

Il problema è che lo fanno diventare noioso: diventa un obbligo triste da dover assolvere nelle scuole.
Quando si parla di storia, è sempre difficile renderla interessante con i metodi che si usano di solito. Il segreto è mostrare come eventi di grande o piccola portata ci influenzano ancora oggi. La questione degli Ebrei non è una novità dei Nazisti, per fare un esempio, ma risale a molti secoli prima: Shakespeare non tratta con i guanti Shylock ne "Il mercante di Venezia".
Ovviamente meglio parlare di queste cose che subirle.
Per la Siloteca, probabilmente è aperta di pomeriggio. Gli orari che avevo sono vecchi, quindi ti conviene vedere direttamente sul posto, in Piazza Municipio a Palazzo Giovene.

Roke ha detto...

Che l'antisemitismo abbia origini di molto precedenti al Nazismo ogni tanto lo ricordano; è l'accento su zingari, omosessuali e altre fasce deboli che non viene quasi mai calcato, e mai vengono messi in evidenza gli aspetti pseudoscientifici.
Grazie per la siloteca!

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