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martedì 21 maggio 2019

La fontana di Ontani a Vergato e l'Arte Degenerata

La statua dello scandalo
Avevo seguito molto distrattamente la polemica esplosa su una fontana, intitolata RenVergatellAppenninMontovolO, opera in bronzo e marmo di Luigi Ontani, installata a Vergato, davanti alla stazione dei treni. Ancora di più mi veniva letteralmente da ridere quando Simone Pillon, che di mestiere fa l'avvocato, lanciava giudizi personalissimi, senza avere nessuna qualifica in merito. Si è arrivati addirittura a mettere in  scena un finto esorcismo, ma ancora mi facevano ridere. Poi, però, è bastato un aggettivo in un commento qualunque a far scattare la molla: degenerato.

In quel commento si diceva che gli artisti si definiscono acculturati, ma sono soltanto dei degenerati.
Non sono qui per difendere Luigi Ontani, che si difende benissimo da solo, semplicemente mostrando un curriculum di mostre in tutto il mondo nelle maggiori gallerie di arte contemporanea dagli anni '60 ad oggi, quanto per voler discutere della curiosa scelta dell'aggettivo fatta dal commentatore qualunque, perché fu utilizzato nel periodo più buio della storia europea e del mondo.

venerdì 1 settembre 2017

Trolls - Mike Mitchell e Walt Dohrn

Chi di voi non ha mai avuto un pupazzetto dei Trolls? Negli anni 80' e 90' erano talmente diffusi che spuntavano ciuffi colorati praticamente ovunque. Io ne avevo un paio anche tipo spilla, che potevi decorarci i tuoi jeans, abbinandosi all'altra moda oscena dei ciuccetti.

L'anno scorso i Trolls sono finiti al cinema per Dreamworks e le bacheche dei social sono stati invasi da arcobaleni, glitter, roba scintillante e colorata abbastanza inquietante. L'effetto è stato simile ad Inside Out: gli adulti erano quelli più galvanizzati dall'uscita del prodotto cinematografico, condito da Justin Timberlake, che sembra aver fatto un patto con il Diavolo e non invecchiare mai: è davanti ai nostri occhi dall'epoca degli N' Sync, stesso periodo dei Trolls e dei ciuccetti malefici!

martedì 13 giugno 2017

Mostra CROSSROAD#3 - Eltono e Sten Lex

 So che è tanto che non scrivo. Purtroppo un po' gli impegni lavorativi e un po' la mia incapacità di essere costante. Forse dovrei sfruttare la mia passione per l'organizzazione e le agende per sviluppare una programmazione di quelle fatte bene.

Bando alle ciance! Oggi vorrei consigliarvi una mostra, per chi si trova a passare da Bari. Si tratta di una galleria privata, la Galleria Doppelgaenger, che propone artisti davvero interessanti e questa volta si è spostata, in un certo senso sulla grafica.
CROSSROAD#3 propone i lavori di Eltono e Sten Lex in una doppia personale. Vittorio Parisi, lo storico dell'arte nonché curatore della galleria, presenta i lavori partendo dal concetto del vagabondaggio, associato all'astrattismo delle opere proposte. Strizzando l'occhio alla grafica, che sia a colori o in bianco e nero, una delle caratteristiche che accomuna i due progetti è l'ambiente urbano.

sabato 22 aprile 2017

L'altro volto della speranza - Aki Kaurismaki

Ho pensato per un po' se inserire questo film nella rubrica Gli Scacciapensieri oppure no. Alla fine no, perché L'altro volto della speranza di Aki Kaurismaki tutto fa tranne che lasciarti senza qualcosa su cui riflettere.

Per chi conosce il lavoro del regista finlandese non è una novità il suo trattare temi importanti con una dose di ironia finnica tutta particolare. Anche in questo caso il regista si è dedicato a qualcosa di estremamente complesso, ovvero il problema dell'immigrazione da territori martoriati dalla guerra, le richieste d'asilo, l'integrazione e il mondo occidentale, così diverso.

venerdì 7 aprile 2017

Tina Modotti, donna, comunista, fotografa

Una delle artiste italiane più importanti del Novecento e misconosciuta in Italia è Tina Modotti. E' strano come sia nota all'estero, in particolare nelle Americhe, e in Italia il suo nome latiti.
E' pur vero che la sua carriera comincia proprio al di là dell'oceano, inizialmente nel cinema, per poi arrivare alla fotografia, quando incontra Edward Weston, di cui diventa l'amante.

Molti ricorderanno che è stata interpretata nel film Frida, diretto da Julie Taymor, considerato il suo rapporto di amicizia (e non solo) con la pittrice messicana.
A Città del Messico, Tina svolge la sua seconda attività, ovvero quella di propaganda comunista ed è in questo frangente che conosce Frida, insieme a molti altri esponenti del Partito.

domenica 19 marzo 2017

Andrea Carandini e la gaffe del FAI

Andrea Carandini
In un giorno di festa come questo, dedicato a tutti i papà, e in cui di solito lascio spazio alla rubrica L'artista della domenica, mi sento in dovere di commentare un fatto grave.
Il presidente del FAI, Fondo Ambiente Italiano, il Prof. Andrea Carandini, importantissimo archeologo italiano, ha fatto delle dichiarazione mezzo stampa davvero insostenibili.
La segnalazione è stata fatta dalla pagina Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali.

mercoledì 8 marzo 2017

Suzanne Valadon, da modella a pittrice

Suzanne Valadon nel suo studio a Montmartre
Nel giorno dell'8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della Donna, ho il piacere di introdurvi un'artista interessante, una di quelle donne che ha cambiato il proprio destino con una caparbietà davvero ammirevole.
Non è una figlia d'arte, com'è capitato per artiste già trattate su questo blog, ma viene fuori da origini umili. Certo, non è da tutti riuscire nell'impresa e questi casi, va detto, sono dei particolari esempi unici nel loro genere. Credo poco nella totipotenza di ognuno di noi, ma i più bravi riescono davvero a venir fuori in qualunque condizione.

Postumi di una sbornia
Toulouse-Lautrec, 1888
Lei è Suzanne Valadon (1865-1938), pseudonimo di Marie-Clementine Valadon, una pittrice che tra la fine dell'Ottocento e gli anni '30 del Novecento gravitò nel fermento artistico di Montmartre.

domenica 19 febbraio 2017

L'artista della domenica: Jannis Kounellis - Senza titolo

Senza titolo
2010, installazione site specific
Come in molti sapranno, qualche giorno fa ci ha lasciati Jannis Kounellis.
Nato in Grecia nel 1936, si era formato artisticamente in Italia, a Roma, dove viveva. Era stato un esponente dell'Arte Povera, nata proprio in Italia alla metà degli anni '60, un movimento artistico che utilizzava materiali di scarto per le installazioni, che fossero putrelle, pezzi di legno, pneumatici, stoffa, pietre, piante a finanche animali vivi, come fece lo stesso Kounellis nell'opera Cavalli (1969).

Di frequente l'artista greco si è mosso sui toni del grigio, del ferro, del nero, in una visione che devasta le coscienze. Ricordo una delle opere esposte al Teatro Margherita a Bari, lo stesso anno di Vele, che tante polemiche avevano alimentato tra l'artista e l'amministrazione pugliese. C'erano dei grandi cavalletti, realizzati con putrelle e pannelli in metallo, su cui erano inchiodati dei cappotti neri con una piccola lastra che li saldava su queste assurde tele. Al centro altre putrelle, sistemate in un modo tale che ricordavano una croce caduta. L'impatto era tremendo e l'atmosfera diventava estremamente pesante, come a sentire la pressione di quelle lastre su di me. Alla fine è il lavoro di una vita che si concentrava in un'opera, con quell'assurdo significato che poneva in evidenza l'oppressione della vita dalla vita stessa.

mercoledì 15 febbraio 2017

Inside Out - Pete Docter e Ronnie del Carmen

Sono sempre stata particolarmente attratta dall'animazione, poco importa da chi è prodotta e da che Paese arrivi, i bei film sono belli per tante ragioni diverse.
Dopo tanta, tantissima pubblicità, tantissimi pareri positivi, finalmente sono riuscita a guardare Inside Out, prodotto dalla Pixar Animation Studios e distribuito dalla Walt Disney Pictures, in un connubio che si è rivelato vincente altre volte. Il film ha vinto anche la statuetta degli Oscar nella sua categoria nel 2016.

La trama è molto semplice: assistiamo alla nascita di una bambina, Riley, e dell'evoluzione della sua mente con la nascita delle varie emozioni. Si parte da Gioia, a seguire Disgusto, Rabbia, Paura e Tristezza. Vivono nel quartier generale, dove si trovano anche i ricordi della bambina, sottoforma di sfere, che hanno il colore dell'emozione che li ha prodotti. Dai ricordi più importanti, detti ricordi base, si formano delle isole della personalità. Tutto procede tranquillamente finché, a causa del lavoro del papà, devono tutti trasferirsi dal Minnesota a San Francisco. Da questo punto le emozioni inizieranno ad avere qualche problema, finché Gioia e Tristezza verranno catapulate fuori dal quartier generale e incominceranno un viaggio per poterci ritornare.

lunedì 6 febbraio 2017

Varichina - La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis

Eccoci qui, iniziamo febbraio con una proposta cinematografica. Si tratta di una produzione locale, con Apulia Film Commission capofila per un film documentario intitolato Varichina - La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis.
Varichina, alias Lorenzo De Santis, fu il primo ad aver manifestato pubblicamente la propria omosessualità nella Bari degli anni '70. Il suo soprannome si deve al suo lavoro di ragazzino, quello della consegna porta a porta di prodotti che sua madre vendeva.
Il film è a metà tra la fiction e il documentario, ricostruisce quello che è concesso sapere di lui, quello che manifestava fuori dalle mura della sua casa nel quartiere Libertà.

Tutto è nato da un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 2 giugno 2013 dal titolo "Viva Lorenzo 'Varichina!' Un busto per il mito diverso" in cui Alberto Selvaggi, un po' per ridere un po' per ricordare un personaggio ancora oggi ben conosciuto a Bari, proponeva di realizzare un busto commemorativo da installare in Piazza Cesare Battisti, di fianco all'Ateneo, considerando che quello era un luogo che Varichina frequentava come parcheggiatore abusivo.

giovedì 26 gennaio 2017

Your Name - Makoto Shinkai

Ieri mi sono fatta un regalo di compleanno molto gradito. Chi è interessato all'animazione giapponese era al corrente delle proiezioni di Your Name, l'ultimo lungometraggio di Makoto Shinkai.
A un primo sguardo, nei primi dieci quindici minuti del film, sembra essere il solito banale scambio di persona: una ragazza del liceo, Mitsuha Miyamizu, che vive nella piccola cittadina di Itomori, si sveglia periodicamente del corpo di un ragazzo della stessa età, Taki Tachibana, che vive nella grande città di Tokyo.
Trovarsi nel corpo dell'altro sesso provoca imbarazzi e apprensioni, ma quello che rende particolare la questione è che, una volta tornati nel proprio corpo, si hanno l'impressione di aver sognato tutto e, come nei sogni, si tendono a dimenticare dettagli e particolari, ad esempio il nome della persona della quale si vestivano i panni. 
Per ovviare a questo problema e per evitare imbarazzi (viste che non sanno cos'ha fatto l'altro durante la permanenza nel loro corpo) i due ragazzi scrivono sul cellulare uno dell'altro una sorta di diario, per tenersi aggiornati.

lunedì 9 gennaio 2017

Gli Scacciapensieri (4) - Harry Potter e la Maledizione dell'Erede

Le feste natalizie sono finite e da queste parti siamo stretti dalla morsa della neve e del ghiaccio. E' il momento giusto per parlare di un libro che mi è stato regalato da mia Sorella, animo gentile, capace di stenderti con un solo pugno!
Harry Potter e la Maledizione dell'Erede, come in molti ormai sapranno, è la scrittura teatrale di uno spettacolo andato in scena nel Regno Unito la scorsa stagione, scritto basandosi su una storia originale della famosissima J.K. Rowling, ma elaborato da John Tiffany e Jack Thorne.

Inizialmente ero scettica sulla scelta di continuare con le store del Maghetto, anche perché ho trovato pessimo il settimo libro della saga, Harry Potter e i Doni della Morte. Il mio problema con l'ultimo libro era stato proprio la scrittura: non c'erano più le descrizioni a cui si era abituati, non c'era più cura nelle azioni e pareva una sceneggiatura per il cinema, più che un romanzo. Inoltre, mancava uno dei personaggi principali: Hogwarts. Ebbene sì: un libro di Harry Potter senza la Scuola di Magia e Stregoneria era un libro, a mio parere, monco. E' vero, torna nel finale, ma è diventato un luogo terrificante, dove i ragazzini vengono torturati e perseguitati. 

Aggiungo che non mi era piaciuto nemmeno quel capitolo che ci presentava la seconda generazione di maghi e streghe e le braccia mi sono cadute con un tonfo terribile alla presentazione del piccolo Albus Severus (il vecchio Dumbledore non mi è mai stato troppo simpatico e a un certo punto l'ho detestato, perché avevo capito che stava usando tutti per i suoi scopi, mentre il nome Severus mi è sembrato davvero un eccesso: si era capito benissimo che, in qualche maniera, Harry avesse perdonato Snape).

martedì 3 gennaio 2017

Corrado Giaquinto e Filippo Cifariello. Nuovi inediti e contributi

E' stata una lunga assenza la mia. Tante cose sono cambiate negli ultimi tempi e suppongo cambieranno ancora, in una continua evoluzone che non avrei mai immaginato. Dopotutto è questo il succo della vita!
Quest'anno torno con la giusta determinazione, almeno spero...

Finito questo momeno nostalgia e buoni propositi per il nuovo anno, parliamo di cose serie, di cose che ci picciono, di arte.

venerdì 29 gennaio 2016

Pellegrino di Puglia - Cesare Brandi

Durante il periodo dell'università, molti professori citavano Cesare Brandi, chi ammettendo che per comprenderlo non basta una lettura, chi con una certa sicumera. Uno dei libri più importanti, uno di quelli più citati è Pellegrino di Puglia, pubblicato per la prima volta nel 1960 dagli Editori Laterza. 
Cesare Brandi è considerato uno dei maggiori esponenti italiani delle teorie sul restauro ed effettivamente il suo libro omonimo è fondamentale per chiunque si avvicini alla conservazione e all'arte in generale. Negli anni '60 si iniziarono a regolamentare gli interventi, per renderli organici e rispettosi di caratteristiche tipiche di un'opera d'arte. 
Tornando al Pellegrino. Si tratta di una sorta di diario di viaggio, che Brandi compie tra Puglia e Basilicata, negli anni '50, citando anche la famosa nevicata del '56. Le due regioni sono unite da un medesimo spirito storico e artistico e, quantomeno per la parte materana della Lucania, questo può considerarsi decisamente veritiero. 
Visita cattedrali, centri storici, castelli, menhir, lasciando considerazioni molto personali. Trovo sia importante leggere questo libro, principalmente per farci comprendere quale fosse la visione di uno storico e critico d'arte di quella portata riguardo la Puglia.
A mio parere questa visione non è molto edificante. 

mercoledì 27 gennaio 2016

Il caso dei nudi

Il web e i social impazzano per la notizia delle statue del Museo Capitolino di Roma coperte per la visita del presidente iraniano Rohani.
Come dar torto a chi si è indignato? Per quanto si possa essere aperti di mentalità, per quanto si è per l'integrazione, non può sfuggire una gentilezza fatta a sproposito, nemmeno richiesta, a quanto pare, dall'entourage di Rohani. 
Subito è iniziato una delle pratiche preferite in Italia: lo scaricabarile. Pare che tutto si faccia a insaputa di chi dovrebbe prendere effettivamente decisioni in merito. Così Il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha scaricato la responsabilità alla Soprintendenza, che subito ha ribadito che si è trattato di una richiesta del Governo. 

Ne abbiamo ricavato una certa ironia dai giornali esteri, che hanno rimarcato con titoli ironici il gesto fatto dal Governo e siamo finiti al centro di articoli che mettevano in evidenza gesti senza senso:

mercoledì 13 gennaio 2016

43 milioni di visitatori nei musei italiani, dato positivo?

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini, ha diffuso i dati dei musei italiani nel 2015 sul sito del Mibac. 
“Quello che si è appena concluso - ha detto Franceschini - è stato l’anno d’oro dei musei italiani. Circa 43 milioni di persone hanno visitato i luoghi della cultura statali generando incassi per circa 155milioni€ che torneranno interamente ai musei attraverso un sistema premiale che favorisce le migliori gestioni e garantisce le piccole realtà. Per la storia del nostro Paese è il miglior risultato di sempre, un record assoluto per i musei italiani, e anche rispetto al 2014, anno in cui si erano registrati numeri erano molto positivi, la crescita dei visitatori e degli incassi è significativa: +6% i visitatori (pari a circa +2,5milioni); +14% gli incassi (pari a circa +20milioni€); +4% gli ingressi gratuiti (pari a circa +900mila). E non siamo in presenza di una tendenza internazionale, anzi siamo in controtendenza se si guarda ai dati usciti sulla stampa estera oggi. In Italia, grazie anche alle nuove politiche di valorizzazione, prime fra tutte le domeniche gratuite, gli italiani sono tornati a vivere i propri musei. Un riavvicinamento al patrimonio culturale che educa, arricchisce e rende consapevoli i cittadini della magnifica storia dei propri territori”.

Questo dato va messo a confronto con un altro, fonte Istat, davvero sconfortante, ovvero che in Italia circa una persona su 5, ossia il 18,5% della popolazione, non svolge alcuna attività culturale, anche se semplice e occasionale. 

sabato 21 novembre 2015

"Piss Christi" di Serrano, un caso vecchio

L'origine du monde
Gustave Courbet, 1866, olio su tela,
46x55 cm, Museo d'Orsay, Parigi
E' di qualche giorno fa la notizia che l'opera di Andres Serrano, Piss Christi, non sarà esposta al Photolux di Lucca, a seguito delle proteste di esponenti dell Lega Nord e di alcuni cattolici. 
Niente di nuovo sul fronte occidentale, ma ciò che è indicativo è che, dopo quasi 30 anni, quest'opera fa ancora discutere. Vuol dire che tocca le corde giuste, perché l'arte questo deve fare, non essere decorativa. 
Pure i grandi, che avevano le mani legate dalla committenza, riuscivano a far discutere e a tirare fuori il peggio dalle persone. 
Penso ai due Michelangelo, il Buonarroti e il Merisi, che, per opere oggi fondamentali, ne subirono di critiche! Ho parlato giusto nello scorso intervento del Giudizio Universale della Cappella Sistina, censurato dopo il Concilio di Trento, ma forse Caravaggio fu quello più attaccato per il crudo realismo, per la sua interpretazione personale da temi ritenuti intoccabili.

lunedì 28 settembre 2015

Il Sud e le Donne di Ferdinando Scianna

Una delle fotografie in mostra
Nell'ultimo Diario di Viaggio ho accennato a una mostra di Ferdinando Scianna all'interno del Castello Aragonese di Otranto. 
Il Sud e le donne fa parte della rassegna Tu non conosci il Sud, un progetto più ampio, nato per promuovere i luoghi simbolici, le città simbolo di Puglia e Basilicata (prima di Otranto, infatti, le città protagoniste sono state Matera e Bari), e per far conoscere il ruolo di crocevia del Sud, proteso nel Mediterraneo, che ha convogliato culture differenti, arricchendo il proprio patrimonio culturale di beni immateriali dalla grande rilevanza. 

A leggere queste parole si ha l'impressione che la mostra debba essere una sorta di indagine antropologica con soggetto le donne meridionali nel loro ambiente, in un contesto di vita quotidiano. E invece no. Cadere in errore è molto semplice, visto il luogo e viste le premesse e vista anche la carriera di Scianna, con un progetto in compagnia di Leonardo Sciascia, Le feste religiose in Sicilia. 

mercoledì 24 giugno 2015

L'Enpa contro Herman Nitsch a Palermo

Maschere che si contendono un impiccato
James Ensor
Spesso l'arte fa discutere, anzi, l'arte ha sempre fatto discutere. Non assolverebbe alla sua funzione se passasse come acqua fresca o come begli oggetti da ammirare. 
Nel tempo abbiamo perso la capacità di notare le ragioni dello scandalo di molti dipinti o di molte sculture, perché i nostri canoni e i nostri valori sono profondamente cambiati. 

Di opere scandalose nella storia ce ne sono un'infinità, da Olympia di Manet a L'origine del mondo di Courbet, passando per i blasonati La morte della Vergine di Caravaggio e il Giudizio Universale di Michelangelo, che meritò anche la censura ad opera di Daniele da Volterra, universalmente noto come il Braghettone per aver coperto i genitali dell'affresco michelangiolesco. 

domenica 1 febbraio 2015

Turner - Mike Leigh

Avrei tante cose da scrivere sul blog, argomenti che ho segnato sulla mia agenda in queste settimane e che aspettano solo di essere sviscerati. Oggi vorrei solo parlare del film che ho visto ieri sera: Turner. 
Ho sempre amato i biopic e forse sono il mio genere preferito. Mike Leigh firma la regia della biografia del pittore che ha cambiato l'arte inglese nella prima metà dell'Ottocento. Ebbene sì, la rivoluzione artistica che si è svolta oltre la Manica è stata feroce e si è consumata all'interno dell'Accademia. Essendo isolata dal resto d'Europa, abbiamo dovuto aspettare gli Impressionisti per vedere degli effetti dello studio della luce, che invece aveva già dato dei frutti squisiti, come i Preraffaelliti e la loro pittura open air. Non sempre la storia è giusta.  
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