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martedì 3 dicembre 2019

Impressioni d'Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone

Dopo tanto penare, finalmente sono riuscita a prendermi qualche giorno di ferie per fare una puntata a Milano. Ci vado di tanto in tanto, visto che mia sorella abita da quelle parti. Ci divertiamo visitando mostre. Questa volta niente Palazzo Reale, ma Mudec - Museo delle Culture per la mostra "Impressioni d'Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone". Chi frequenta questo blog da un po' sa che per il Giappone e l'Asia ho una certa attenzione, se non una vera e propria passione, per cui questo particolare evento non potevo perderlo.
La mostra sarà aperta fino al 2 febbraio 2020, una bella data palindroma. Si tratta di una raccolta di opere proveniente dall'Italia e dall'Estero che raccontano le influenze giapponesi nell'arte e nella cultura occidentali tra XIX e inizi del XX secolo, in particolare in Italia e in Francia.
In mostra ci sono oltre 170 opere: dipinti, stampe, oggetti d’arredo, sculture e oggetti di varia natura, dalle ceramiche alle armi, fino a una meravigliosa portantina.

domenica 29 settembre 2019

Diario di viaggio - Valladolid (18)

Plaza Mayor, la prima costruita in Spagna
Se c'è una caratteristica ricorrente in questo blog, è l'irregolarità nelle pubblicazioni con due rubriche fisse: Diario di viaggio e Gli Scacciapensieri. Come io faccia a tenerle vive è un mistero anche per me. Come dice il titolo, prepariamoci ad un altro viaggio.

Avevo in mente di scrivere della mia toccata e fuga in Spagna da tempo, visto che ci sono stata a marzo, ma l'ho descritta talmente tante volte per le mie corrispondenti (sì, scrivo lettere a mano e uso quella cosa oscena che sono i servizi postali), che l'idea di riscrivere per l'ennesima volta tutta quanta la faccenda mi faceva venire i sudori freddi.
Intanto in Spagna, a Valladolid, ci sono stata per lavoro, quindi lo spazio per il divertimento è stato limitato a qualche visita qui e là e alle cene, che erano di lavoro, ma si mangia e si beve benissimo nella penisola iberica.

martedì 21 maggio 2019

La fontana di Ontani a Vergato e l'Arte Degenerata

La statua dello scandalo
Avevo seguito molto distrattamente la polemica esplosa su una fontana, intitolata RenVergatellAppenninMontovolO, opera in bronzo e marmo di Luigi Ontani, installata a Vergato, davanti alla stazione dei treni. Ancora di più mi veniva letteralmente da ridere quando Simone Pillon, che di mestiere fa l'avvocato, lanciava giudizi personalissimi, senza avere nessuna qualifica in merito. Si è arrivati addirittura a mettere in  scena un finto esorcismo, ma ancora mi facevano ridere. Poi, però, è bastato un aggettivo in un commento qualunque a far scattare la molla: degenerato.

In quel commento si diceva che gli artisti si definiscono acculturati, ma sono soltanto dei degenerati.
Non sono qui per difendere Luigi Ontani, che si difende benissimo da solo, semplicemente mostrando un curriculum di mostre in tutto il mondo nelle maggiori gallerie di arte contemporanea dagli anni '60 ad oggi, quanto per voler discutere della curiosa scelta dell'aggettivo fatta dal commentatore qualunque, perché fu utilizzato nel periodo più buio della storia europea e del mondo.

domenica 1 luglio 2018

Le perle ai porci - Storie ordinarie di maleducazione

Il Colosseo è vittima, oltre che di scritte, di vandali che
ripropongono scene di Assassin's Creed all'interno (La Stampa)
Come saprete, se seguite questo blog, non sono una gran sostenitrice delle giornate gratuite nei luoghi dell'arte. Sono giornate in cui frotte di gente, non sempre armate di buone intenzioni, si riversa nei luoghi culturali italiani, che siano musei, parchi archeologici, chiese o palazzi. Li vedi all'arrembaggio all'ingresso, tra spintoni e gomitate. Fosse tutto qui il problema beh, chiuderei pure un occhio: non tutti quelli che amano l'arte e la bellezza, hanno buona educazione, ma amare l'arte e la bellezza, la cultura di sicuro non produrrebbe certi tipi di comportamento. 
Un esempio eclatante e disgustoso è quello delle feci nella sala del Trono della Reggia di Caserta. Sì, avete letto bene e la notizia completa è qui.

venerdì 7 aprile 2017

Tina Modotti, donna, comunista, fotografa

Una delle artiste italiane più importanti del Novecento e misconosciuta in Italia è Tina Modotti. E' strano come sia nota all'estero, in particolare nelle Americhe, e in Italia il suo nome latiti.
E' pur vero che la sua carriera comincia proprio al di là dell'oceano, inizialmente nel cinema, per poi arrivare alla fotografia, quando incontra Edward Weston, di cui diventa l'amante.

Molti ricorderanno che è stata interpretata nel film Frida, diretto da Julie Taymor, considerato il suo rapporto di amicizia (e non solo) con la pittrice messicana.
A Città del Messico, Tina svolge la sua seconda attività, ovvero quella di propaganda comunista ed è in questo frangente che conosce Frida, insieme a molti altri esponenti del Partito.

mercoledì 5 aprile 2017

All'opera con piccoli artisti


Capita che sparisca per un po' dalle pagine del blog, ma di tanto in tanto ho difficoltà a conciliare le mille attività della giornata.
Molto spesso, e mi ritengo in questo fortunata, queste attività hanno a che fare con l'arte. Lavoro con i bambini della scuola primaria, a volte della media inferiore, a progetti artistici.

Un paio di anni fa con una scuola  della mia città, abbiamo messo su un progetto multidisciplinare. In occasione di Expo 2015, si è scelto di lavorare sull'alimentazione, insegnando sane abitudini tramite un libro intitolato Camilla e il Pirata Caravaggio, di Franca Cicirelli, ed. La Meridiana.

martedì 3 gennaio 2017

Corrado Giaquinto e Filippo Cifariello. Nuovi inediti e contributi

E' stata una lunga assenza la mia. Tante cose sono cambiate negli ultimi tempi e suppongo cambieranno ancora, in una continua evoluzone che non avrei mai immaginato. Dopotutto è questo il succo della vita!
Quest'anno torno con la giusta determinazione, almeno spero...

Finito questo momeno nostalgia e buoni propositi per il nuovo anno, parliamo di cose serie, di cose che ci picciono, di arte.

domenica 20 marzo 2016

L'artista della domenica: Pino Pascali - La trappola

La Trappola
Pino Pascali, 1968, lana d'acciaio e fil di ferro, 400x250x200 cm,
Tate Modern, Londra

Il mondo di Pino Pascali viaggia su un binario diverso. Armi giocattolo, animali fantastici, dinosauri, mare e terra imbrigliati in oggetti quotidiani, sbalordendo per la finta ingenuità, carico di ironia, paradossi e forte caratterizzazione, che hanno sempre reso difficile una completa e definitiva collocazione dell'artista in un movimento o una corrente. 

Sono stati solo quattro anni di produzione intensa, sfruttando il background della sua terra di origine, reinterpretando i bestiari del romanico pugliese per poi abbandonarsi alla cultura di massa, con materiali nuovi, a volte fragili, spesso sintetici.
In lana d'acciaio e filo di ferro realizza La trappola. Fa parte del filone della ri-costruzione della natura, tornando a un mondo primitivo però privato dei suoi elementi naturali. 

domenica 20 dicembre 2015

L'artista della domenica: Artemisia Gentileschi - Giuditta che decapita Oloferne

Giuditta che decapita Oloferne
Artemisia Gentileschi, 1620 cr.
olio su tela, 199×162,5 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze
Torna la prima rubrica comparsa su questo blog. Non è esattamente 'a grande richiesta', ma ho l'impressione che siano tanti gli studenti che trovino giovamento dall'analisi puntuale di un'opera d'arte in particolare. 

Riprendo con una donna, perché le donne artiste sono in numero inferiore rispetto agli uomini, solo per ragioni puramente culturali. Delle poche che accedevano a un determinato tipo di istruzione, solo pochissime sono riuscite a raggiungere la fama e lasciare un segno nella storia, non senza qualche difficoltà. Artemisia Gentileschi è sicuramente una di queste. 

sabato 21 novembre 2015

"Piss Christi" di Serrano, un caso vecchio

L'origine du monde
Gustave Courbet, 1866, olio su tela,
46x55 cm, Museo d'Orsay, Parigi
E' di qualche giorno fa la notizia che l'opera di Andres Serrano, Piss Christi, non sarà esposta al Photolux di Lucca, a seguito delle proteste di esponenti dell Lega Nord e di alcuni cattolici. 
Niente di nuovo sul fronte occidentale, ma ciò che è indicativo è che, dopo quasi 30 anni, quest'opera fa ancora discutere. Vuol dire che tocca le corde giuste, perché l'arte questo deve fare, non essere decorativa. 
Pure i grandi, che avevano le mani legate dalla committenza, riuscivano a far discutere e a tirare fuori il peggio dalle persone
Penso ai due Michelangelo, il Buonarroti e il Merisi, che, per opere oggi fondamentali, ne subirono di critiche! Ho parlato giusto nello scorso intervento del Giudizio Universale della Cappella Sistina, censurato dopo il Concilio di Trento, ma forse Caravaggio fu quello più attaccato per il crudo realismo, per la sua interpretazione personale da temi ritenuti intoccabili.

venerdì 13 novembre 2015

La stupidità della laicità a tutti i costi

Giudizio Universale,
Michelangelo Buonarroti, 1536-1541, affresco 1370x1200 cm
Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Ci sono notizie che impongono la riflessione. Così, mentre dovrei finire di scrivere un post sulla mia visita a Pompei, mi trovo a discutere di un tema scottante che, se trattato male, porta l'uomo a raschiare il fondo della stupidità.
La notizia è la seguente, come riporta Famiglia Cristiana:
Quando l’ideologia, unita alla mancanza di buonsenso, entra nelle scuole accadono cose assurde. È il caso della scuola elementare Matteotti di Firenze dove il consiglio interclasse del 9 novembre scorso, come riferisce La Nazione, ha deciso di annullare per tutte le classi terze della scuola la visita già programmata alla mostra “Bellezza Divina” allestita a Palazzo Strozzi. Il motivo? «Per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche visto il tema religioso della mostra», recita il verbale della riunione redatto da un rappresentante di classe.
Che qualcuno spieghi a chi ha proposto questo scempio e a chi ha votato a favore che stanno facendo una gigantesca confusione e che stanno negando, oltre che la storia dell'arte, la storia né più né meno dei talebani che in Afghanistan distrussero i Buddha di Bamiyan. Sì, tale e quale e non è un programma televisivo di imitazioni, ma l'imitazione della limitatezza mentale che l'ideologia, religiosa o laica, esercita sulla mente di molte persone.

giovedì 29 ottobre 2015

"Light Paintings" di Brian Eno a Bari

Fonte: Repubblica.it
Anche quest'anno è iniziato il Medimex, la 5a edizione del Salone dell'Innovazione Musicale. Saranno tre giorni pieni di incontri con autori, concerti, showcases e workshop. Non mancheranno le mostre. All'interno del padiglione della Fiera del Levante di Bari c'è una mostra di fotografia, "Musica Nomade" di Mariagrazia Giove, mentre al Teatro Margherita, quindi in altra zona della città, è stata allestita la mostra "Light Paintings" di Brian Eno

Eno è conosciuto maggiormente come compositore, con collaborazioni eccellenti nel panorama della musica internazionale dagli anni '70 in poi (tra le più conosciute ci sono sicuramente quelle con David Bowie, Nico, John Cale, Phil Collins, Talking Heads, U2 e via così). Quello che, però, mi ha stupita dell'incontro di stamattina è che Brian Eno si forma e si considera principalmente un artista visuale,  con la frequenza della Winchester School of Art dell'università di Southampton. 

lunedì 21 settembre 2015

Diario di viaggio - Salento (9)

Ipogeo di Torre Pinta a Otranto
E' passato molto tempo dall'ultimo intervento su questo blog. Non me ne vogliano, ma oltre che parlare d'arte e turismo, ho lavorato per essi, di conseguenza poco tempo e poca concentrazione mi restavano da impiegare qui.
Per questo motivo anche le mie vacanze sono state misurate, guardando con una certa nostalgia ai viaggi in Sicilia e a Torino dello scorso anno. Ma non importa, tutto sommato di belle zone da scoprire è ricca anche la Puglia, anzi, lo sanno in tanti, visto che, tra stranieri e italiani, turisti non mancano. Ritagliandomi qualche giorno di tempo, con l'Architetto sono stata in Salento. Abbiamo unito il mare di Roca Vecchia e di Gallipoli, alle bellezze storiche, artistiche e naturali di Otranto, Galatina, Lecce e Castro.

mercoledì 24 giugno 2015

L'Enpa contro Herman Nitsch a Palermo

Maschere che si contendono un impiccato
James Ensor
Spesso l'arte fa discutere, anzi, l'arte ha sempre fatto discutere. Non assolverebbe alla sua funzione se passasse come acqua fresca o come begli oggetti da ammirare. 
Nel tempo abbiamo perso la capacità di notare le ragioni dello scandalo di molti dipinti o di molte sculture, perché i nostri canoni e i nostri valori sono profondamente cambiati. 

Di opere scandalose nella storia ce ne sono un'infinità, da Olympia di Manet a L'origine del mondo di Courbet, passando per i blasonati La morte della Vergine di Caravaggio e il Giudizio Universale di Michelangelo, che meritò anche la censura ad opera di Daniele da Volterra, universalmente noto come il Braghettone per aver coperto i genitali dell'affresco michelangiolesco. 

giovedì 4 giugno 2015

Ricette all'italiana


No, non è un titolo significativo per disquisire di dipinti con il tema dell'Expo 2015, anche se sarebbe perfetto. Al momento sono in mille faccende affaccendata, di cui parlerò più in là, perché l'arte e il turismo c'entrano sempre. 


Una di queste attività è la mia collaborazione con lo IAT di Molfetta e con ragazzi che ribaltano il concetto di "choosy" della Fornero e lavorano come matti. Abbiamo registrato con Davide Mengacci e il suo programma "Ricette all'italiana" alcune puntate in città. 
In questa , che non so fino a quando sarà visibile, chiacchiero del Duomo di San Corrado.

Buona visione!

mercoledì 31 dicembre 2014

La coscienza dei propri limiti. Frida Kahlo, Artemisia Gentileschi, Virginia Woolf.

La colonna spezzata
Frida Kajlo, 1944
Qualche anno fa, su uno dei vecchi social network, una ragazzina chiese come fare per diventare un'attrice di telenovelas messicane. Tra le risposte qualcuno la prese in giro, altri le fecero notare un dettaglio discriminante: era italianissima e non messicana, per cui, come minimo, avrebbe dovuto vivere da quelle parti e conoscere, oltre alla recitazione, lo spagnolo. Quello che mancava a questa ragazzina, di cui io sono convinta dell'ingenuità, era la coscienza dei propri limiti.
Fermo restando che sognare è legittimo e vagare con la fantasia sacrosanto, quando si è bambini si può esagerare a dismisura e qualcuno riesce a diventare davvero astronauta o prestigiatore, mentre gli altri, divenuti adulti, devono necessariamente fare i conti con i propri limiti. Oggi è molto comune cercare il successo facile, senza studio, senza sforzi, senza sapere esattamente l'iter corretto per arrivare dove si vuole. Ed ecco che tanti crollano a terra come Icaro, incapaci di fermarsi e rendersi conto che quello che vorrebbero non c'è. 
Ci sono due malattie che precludono la realizzazione dei propri progetti: la propria indole e le circostanze esterne, indipendenti dai nostri desideri.

sabato 6 dicembre 2014

San Nicola, il santo dei bambini e i film horror

Myths
A. Warhol, 1981, acrilico e smalto serigrafato,
su tela, 254x254 cm, New York,
Ronald Feldman Fine Arts

Oggi nella mia città c'è fermento tra i bambini, perché, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre, San Nicola porta doni. Il santo, vescovo di Mira nell'attuale Turchia, è molto venerato nella Terra di Bari. Del capoluogo è il patrono e nella Basilica a lui dedicata si conservano le reliquie. San Nicola è venerato in particolar modo nella mia città, come in altre vicine e in alcune zone in Trentino, Veneto e Venezia-Giulia, in Francia, Belgio, Austria, Svizzera, Germania, Estonia, Repubblica Ceca e Paesi Bassi
Molto spesso il legame è dato dal mare, considerando che è il protettore dei marinai, oltre che dei bambini e di un sacco di altre categorie di persone. Con i bambini ha un rapporto speciale, a causa di alcuni episodi della sua agiografia: salva il piccolo Adeodato dai turchi, salva tre bambini (in alcuni casi sono tre innocenti) uccisi e cucinati da un oste, ne salva altri da diavoli e possessioni. Dona anche molto questo santo, per cui è d'obbligo ricordare il miracolo delle tre fanciulle che, essendo povere rischiavano di diventare prostitute. San Nicola, nottetempo, donò a ciascuna un sacchetto di monete d'oro, che costituirono la dote per un buon matrimonio. 


La storia ha mutato questo santo in Santa Claus, Babbo Natale, mescolando le vicende del vescovo con Nonno Gelo, una antropizzazione dell'inverno nei paesi nordici, paesi slavi e Russia. Ded Moroz (Nonno Gelo) è in realtà un personaggio cattivo, con barba grigia, con un sacco e un bastone, che usa per picchiare i bambini disubbidienti e porta i via i più indisciplinati. 

lunedì 11 agosto 2014

Affreschi, atti vandalici e musei di ruderi

Deposizione
Giotto, 1303-05, affresco,
Cappella degli Scrovegni, Padova
Questi giorni sono stati creati inutili allarmismi da parte di chi esperto d'arte non è. Si parlava di ipotetici atti vandalici ai danni di uno dei monumenti più importanti della mia città (anche se atti vandalici ci sono stati in un'altra zona, con i soliti furti di bronzo e rame). In realtà erano oggetti in frammenti da che sono stati musealizzati dopo gli ultimi restauri, recuperati in locali in disuso. Capita molto spesso di trovare, all'interno di cripte o ambienti in posizioni particolari, tanti oggetti che altro non sono che opere rimosse dall'interno della chiesa nei secoli precedenti, probabilmente a causa di spostamenti, ripristini, restauri, aperture di finestre, porte, cappelle. Ci sono esempi illustri di questo tipo di musealizzazione, come il Museo di Cluny. Qui sono state poste le teste dei re che adornavano le facciate della cattedrale di Notre-Dame di Parigi, staccate durante la Rivoluzione Francese, il trumeau di san Marcello del portale di Sant'Anna, come anche le prime statue gotiche della stessa chiesa e di altre della Francia, databili al XII secolo. Forse ancora più sconvolgente di epigrafi scheggiate ed elementi decorativi a metà, è vedere affreschi butterati.

giovedì 7 agosto 2014

Castel del Monte e il Sacro Graal

La damigella del Santo Graal
Dante Gabriel Rossetti, 1874
Qualche giorno fa, durante una visita guidata, è arrivata quella che io chiamo la domanda Jolly: una domanda apparentemente senza senso, ma che il visitatore di turno ha elaborando associando tra loro oggetti, luoghi e persone che poi tanto distanti tra loro non sono.
La prima domanda innocua che mi ha fatto era se la chiesa, in cui li stavo accompagnando, centrasse qualcosa con i Crociati. Ho parlato in altri casi del fascino che ultimamente hanno riacquistato questi cavalieri a causa di cinema, libri e trasmissioni televisive, con incredibili cantonate. Dai Crociati il passo verso i Templari e il Sacro Graal è stato breve. 
Giacobbo ha fatto un sacco di danni con i suoi viaggi su e giù per l'Europa alla ricerca di simboli, indizi e considerazioni essenzialmente senza fondamento per la ricerca di questa coppa leggendaria, usata nell'Ultima Cena e poi da Giuseppe d'Arimatea per raccogliere il sangue di Cristo. Sicuramente il fascino del Medioevo e di oggetti dai poteri incredibili, citati nelle leggende più antiche, come quella dei Cavalieri della Tavola Rotonda, partiti alla ricerca di questo calice, è stato un tassello importante, sfruttato ad arte da Dan Brown, l'origine di tutti i mali e della trasformazione del calice nell'utero della Maddalena (sic!).
Proviamo ad aggiungere al Sacro Graal della leggenda un luogo atipico, misterioso e monumento UNESCO: Castel del Monte. E la domanda è stata questa: che collegamento c'è tra il Sacro Graal e Castel del Monte?

giovedì 31 luglio 2014

La Pigrizia

La Pigrizia andò al mercato
ed un cavolo comprò,
mezzogiorno era suonato
quando a casa ritornò.
Mise l'acqua, accese il fuoco
si sedette, riposò.
Ed intanto, a poco a poco,
anche il sole tramontò.
Così, persa ormai la lena,
sola al buio ella restò
ed a letto senza cena
la meschina se ne andò.


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