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La damigella del Santo Graal
Dante Gabriel Rossetti, 1874 |
Qualche giorno fa, durante una visita guidata, è arrivata quella che io chiamo la domanda Jolly: una domanda apparentemente senza senso, ma che il visitatore di turno ha elaborando associando tra loro oggetti, luoghi e persone che poi tanto distanti tra loro non sono.
La prima domanda innocua che mi ha fatto era
se la chiesa, in cui li stavo accompagnando,
centrasse qualcosa con i Crociati. Ho parlato in altri casi del fascino che ultimamente hanno riacquistato questi cavalieri a causa di cinema, libri e trasmissioni televisive, con
incredibili cantonate. Dai Crociati il passo verso
i Templari e il Sacro Graal è stato breve.
Giacobbo ha fatto un sacco di danni con i suoi viaggi su e giù per l'Europa alla ricerca di simboli, indizi e considerazioni essenzialmente senza fondamento per la ricerca di questa coppa leggendaria, usata nell'Ultima Cena e poi da Giuseppe d'Arimatea per raccogliere il sangue di Cristo. Sicuramente il fascino del Medioevo e di oggetti dai poteri incredibili, citati nelle leggende più antiche, come quella dei Cavalieri della Tavola Rotonda, partiti alla ricerca di questo calice, è stato un tassello importante, sfruttato ad arte da Dan Brown, l'origine di tutti i mali e della trasformazione del calice nell'utero della Maddalena (sic!).
Proviamo ad aggiungere al Sacro Graal della leggenda un luogo atipico, misterioso e monumento UNESCO: Castel del Monte. E la domanda è stata questa: che collegamento c'è tra il Sacro Graal e Castel del Monte?