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domenica 1 luglio 2018

Le perle ai porci - Storie ordinarie di maleducazione

Il Colosseo è vittima, oltre che di scritte, di vandali che
ripropongono scene di Assassin's Creed all'interno (La Stampa)
Come saprete, se seguite questo blog, non sono una gran sostenitrice delle giornate gratuite nei luoghi dell'arte. Sono giornate in cui frotte di gente, non sempre armate di buone intenzioni, si riversa nei luoghi culturali italiani, che siano musei, parchi archeologici, chiese o palazzi. Li vedi all'arrembaggio all'ingresso, tra spintoni e gomitate. Fosse tutto qui il problema beh, chiuderei pure un occhio: non tutti quelli che amano l'arte e la bellezza, hanno buona educazione, ma amare l'arte e la bellezza, la cultura di sicuro non produrrebbe certi tipi di comportamento. 
Un esempio eclatante e disgustoso è quello delle feci nella sala del Trono della Reggia di Caserta. Sì, avete letto bene e la notizia completa è qui.

lunedì 21 settembre 2015

Diario di viaggio - Salento (9)

Ipogeo di Torre Pinta a Otranto
E' passato molto tempo dall'ultimo intervento su questo blog. Non me ne vogliano, ma oltre che parlare d'arte e turismo, ho lavorato per essi, di conseguenza poco tempo e poca concentrazione mi restavano da impiegare qui.
Per questo motivo anche le mie vacanze sono state misurate, guardando con una certa nostalgia ai viaggi in Sicilia e a Torino dello scorso anno. Ma non importa, tutto sommato di belle zone da scoprire è ricca anche la Puglia, anzi, lo sanno in tanti, visto che, tra stranieri e italiani, turisti non mancano. Ritagliandomi qualche giorno di tempo, con l'Architetto sono stata in Salento. Abbiamo unito il mare di Roca Vecchia e di Gallipoli, alle bellezze storiche, artistiche e naturali di Otranto, Galatina, Lecce e Castro.

domenica 5 ottobre 2014

Diario di viaggio - Selinunte (7)

L'Architetto è un appassionato di archeologia. In Sicilia c'è l'imbarazzo della scelta quanto a siti archeologici degni di visita e, visto che avevamo imboccato la strada della Magna Grecia con la Valle dei Templi di Agrigento, ha organizzato una giornata a Selinunte
Da Agrigento bisogna percorrere un centinaio di chilometri e giungere nella provincia di Trapani. 
Selinunte è stata la colonia greca più occidentale della Sicilia. Fondata nel 628 a.C., raggiunse in poco tempo un importante sviluppo. Aveva ottimi rapporti commerciali con Cartagine, fino alla battaglia di Himera, in cui si alleò con Siracusa. Ebbe molte contese con Segesta per questioni di confini, fino a che questa non invocò l'aiuto dei cartaginesi e nel 409 a.C. la città fu distrutta. Si narra di 16000 cittadini uccisi, altri fatti schiavi e altri che ripararono ad Agrigento. Ci furono alterne vicende di fortuna e abbandoni, fino al Medioevo, in cui pare fosse popolata da qualche eremita, poi da arabi, prendendo il nome di Rahl'-al-Asnam (villaggio di pilastri) e poi, nel Settecento, fu utilizzata come cava di pietre per ristrutturare un ponte sul fiume Belice, uno dei fiumi che la costeggia. Questo depredare fu bloccato dal governo italiano, ponendo il sito sotto custodia.

lunedì 11 agosto 2014

Affreschi, atti vandalici e musei di ruderi

Deposizione
Giotto, 1303-05, affresco,
Cappella degli Scrovegni, Padova
Questi giorni sono stati creati inutili allarmismi da parte di chi esperto d'arte non è. Si parlava di ipotetici atti vandalici ai danni di uno dei monumenti più importanti della mia città (anche se atti vandalici ci sono stati in un'altra zona, con i soliti furti di bronzo e rame). In realtà erano oggetti in frammenti da che sono stati musealizzati dopo gli ultimi restauri, recuperati in locali in disuso. Capita molto spesso di trovare, all'interno di cripte o ambienti in posizioni particolari, tanti oggetti che altro non sono che opere rimosse dall'interno della chiesa nei secoli precedenti, probabilmente a causa di spostamenti, ripristini, restauri, aperture di finestre, porte, cappelle. Ci sono esempi illustri di questo tipo di musealizzazione, come il Museo di Cluny. Qui sono state poste le teste dei re che adornavano le facciate della cattedrale di Notre-Dame di Parigi, staccate durante la Rivoluzione Francese, il trumeau di san Marcello del portale di Sant'Anna, come anche le prime statue gotiche della stessa chiesa e di altre della Francia, databili al XII secolo. Forse ancora più sconvolgente di epigrafi scheggiate ed elementi decorativi a metà, è vedere affreschi butterati.

giovedì 7 agosto 2014

Castel del Monte e il Sacro Graal

La damigella del Santo Graal
Dante Gabriel Rossetti, 1874
Qualche giorno fa, durante una visita guidata, è arrivata quella che io chiamo la domanda Jolly: una domanda apparentemente senza senso, ma che il visitatore di turno ha elaborando associando tra loro oggetti, luoghi e persone che poi tanto distanti tra loro non sono.
La prima domanda innocua che mi ha fatto era se la chiesa, in cui li stavo accompagnando, centrasse qualcosa con i Crociati. Ho parlato in altri casi del fascino che ultimamente hanno riacquistato questi cavalieri a causa di cinema, libri e trasmissioni televisive, con incredibili cantonate. Dai Crociati il passo verso i Templari e il Sacro Graal è stato breve. 
Giacobbo ha fatto un sacco di danni con i suoi viaggi su e giù per l'Europa alla ricerca di simboli, indizi e considerazioni essenzialmente senza fondamento per la ricerca di questa coppa leggendaria, usata nell'Ultima Cena e poi da Giuseppe d'Arimatea per raccogliere il sangue di Cristo. Sicuramente il fascino del Medioevo e di oggetti dai poteri incredibili, citati nelle leggende più antiche, come quella dei Cavalieri della Tavola Rotonda, partiti alla ricerca di questo calice, è stato un tassello importante, sfruttato ad arte da Dan Brown, l'origine di tutti i mali e della trasformazione del calice nell'utero della Maddalena (sic!).
Proviamo ad aggiungere al Sacro Graal della leggenda un luogo atipico, misterioso e monumento UNESCO: Castel del Monte. E la domanda è stata questa: che collegamento c'è tra il Sacro Graal e Castel del Monte?
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