Visualizzazione post con etichetta artista della domenica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta artista della domenica. Mostra tutti i post

domenica 27 gennaio 2019

L'artista della domenica: Joel Peter Witkin - Face of a woman

Face of a woman
2004
Mi rendo conto che iniziare così la domenica mattina, ma io trovo questo fotografo decisamente fuori dall'ordinario.
Joel Peter Witkin è un fotografo statunitense contemporaneo. Il suo lavoro si muove sul grottesco e affronta un tema particolare, quello della morte.
In diverse interviste ha raccontato di un particolare agghiacciante della sua infanzia:

domenica 19 febbraio 2017

L'artista della domenica: Jannis Kounellis - Senza titolo

Senza titolo
2010, installazione site specific
Come in molti sapranno, qualche giorno fa ci ha lasciati Jannis Kounellis.
Nato in Grecia nel 1936, si era formato artisticamente in Italia, a Roma, dove viveva. Era stato un esponente dell'Arte Povera, nata proprio in Italia alla metà degli anni '60, un movimento artistico che utilizzava materiali di scarto per le installazioni, che fossero putrelle, pezzi di legno, pneumatici, stoffa, pietre, piante a finanche animali vivi, come fece lo stesso Kounellis nell'opera Cavalli (1969).

Di frequente l'artista greco si è mosso sui toni del grigio, del ferro, del nero, in una visione che devasta le coscienze. Ricordo una delle opere esposte al Teatro Margherita a Bari, lo stesso anno di Vele, che tante polemiche avevano alimentato tra l'artista e l'amministrazione pugliese. C'erano dei grandi cavalletti, realizzati con putrelle e pannelli in metallo, su cui erano inchiodati dei cappotti neri con una piccola lastra che li saldava su queste assurde tele. Al centro altre putrelle, sistemate in un modo tale che ricordavano una croce caduta. L'impatto era tremendo e l'atmosfera diventava estremamente pesante, come a sentire la pressione di quelle lastre su di me. Alla fine è il lavoro di una vita che si concentrava in un'opera, con quell'assurdo significato che poneva in evidenza l'oppressione della vita dalla vita stessa.

domenica 12 febbraio 2017

L'artista della domenica: Il bacio - Auguste Rodin

Il bacio,
A. Rodin, 1091-4, marmo, 182,2x121,9x153 cm, Tate Modern. Londra
Tempo di innamorati e di San Valentino che bussa alle porte. Anche questa volta punto sulla scultura, che ormai sembra essere quasi passata di moda, invece è estremamente espressiva, forse più di un dipinto.
Sensuale, bellissima, umana, la scultura Il bacio di Auguste Rodin è capace di sintetizzare l'amore sensuale in pochi semplici tratti. Non gesti calcolati e teatrali, ma veri e passionali, quelli che ognuno di noi è in grado di provare.

Facciamo un passo indietro. Rodin è un artista che in qualche modo rompe con l'Accademia, ma che in Accademia avrebbe voluto essere accolto o almeno riconosciuto. La sua formazione avviene nel periodo dei revival, lasciando poi il passo alla rottura con l'Accademia, con movimenti pittorici, come l'Impressionismo, e artisti bohémien. La sua formazione non era stata incentrata sul neoclassicismo in voga, ma aveva dato largo spazio alla scultura del XVIII secolo, realizzando poi dei viaggi in Italia alla scoperta di Donatello e Michelangelo.

domenica 22 gennaio 2017

L'artista della domenica: Leocare - Apollo del Belvedere

Apollo del Belvedere
attribuito a Leocare
350 a.C., Copia romana, marmo bianco, 224 cm,
Musei Vaticani, Città del Vaticano
Siamo in pieno Rinascimento. Si elaborano pensieri nuovi, si rivalutano gli antichi, specie di quelli che, in qualche modo, se la passavano meglio a livello intellettuale, rispetto a coloro che dovettero recuperare la cultura umanistica e scientifica. E' in questo periodo di riscoperta che vennero riportate alla luce opere significative, sia per il passato che per quel periodo di rivoluzione intellettuale che si svolse nel XV secolo.
Immaginiamo che cosa potesse voler dire tirare fuori dalla terra opere di grande bellezza, come l'Apollo del Belvedere, ritrovato ad Anzio, ammirato dagli artisti, preso a modello per opere nuove.

Nel XVIII secolo l'Apollo viene considerato un esempio di perfezione artistica e ne scrive qualcosa anche l'amico e ammiratore dei Greci, Johann Joachim Winckelmann, in Storia dell’arte nell’antichità.

domenica 15 gennaio 2017

L'artista della domenica: Vivian Maier - Autoritratto




Siamo abituati a considerare l'artista un narcisista, uno di quelli che vuole farsi notare, farsi riconoscere e ricevere gloria ed onori. 
Nel mondo della fotografia in particolare, capita piuttosto spesso di incontrare personalità completamente differenti e che il lavoro di alcuni di essi venga scoperto post mortem, come nel caso di Atget. 

Spettacolare è la scoperta di questa fotografa, Vivian Maier, avvenuta per un colpo di fortuna: la persona giusta al momento giusto è venuta in possesso delle sue fotografie, dei suoi negativi e di rullini non ancora sviluppati. 

domenica 8 gennaio 2017

L'artista della domenica: Jusepe de Ribera - Maddalena Ventura con il marito e il figlio

Maddalena Ventura con il marito e il figlio
J. de Rbera, 1631, olio su tela, 196x127 cm,
Fondaciòn Casa Ducal de Medinacieli, Toledo

In questi giorni un mio contatto social ha postato il video di una ragazza affetta dalla sindrome dell'ovaio policistico. A causa di questa malattia, Harnaam Kaur ha la barba. Gli ormoni vanno un po' per i fatti loro, di conseguenza si manifestano dei tratti sessuali secondari del sesso opposto. 
Mi sono venute in mente tante cose, tra cui questo dipinto, opera di Jusepe de Ribera. 


Siamo nel Seicento, epoca in cui la curiosità di eventi insoliti e mirabili si coniuga con un modo di dipingere nuovo, iniziato da Caravaggio. 

domenica 20 marzo 2016

L'artista della domenica: Pino Pascali - La trappola

La Trappola
Pino Pascali, 1968, lana d'acciaio e fil di ferro, 400x250x200 cm,
Tate Modern, Londra

Il mondo di Pino Pascali viaggia su un binario diverso. Armi giocattolo, animali fantastici, dinosauri, mare e terra imbrigliati in oggetti quotidiani, sbalordendo per la finta ingenuità, carico di ironia, paradossi e forte caratterizzazione, che hanno sempre reso difficile una completa e definitiva collocazione dell'artista in un movimento o una corrente. 

Sono stati solo quattro anni di produzione intensa, sfruttando il background della sua terra di origine, reinterpretando i bestiari del romanico pugliese per poi abbandonarsi alla cultura di massa, con materiali nuovi, a volte fragili, spesso sintetici.
In lana d'acciaio e filo di ferro realizza La trappola. Fa parte del filone della ri-costruzione della natura, tornando a un mondo primitivo però privato dei suoi elementi naturali. 

domenica 20 dicembre 2015

L'artista della domenica: Artemisia Gentileschi - Giuditta che decapita Oloferne

Giuditta che decapita Oloferne
Artemisia Gentileschi, 1620 cr.
olio su tela, 199×162,5 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze
Torna la prima rubrica comparsa su questo blog. Non è esattamente 'a grande richiesta', ma ho l'impressione che siano tanti gli studenti che trovino giovamento dall'analisi puntuale di un'opera d'arte in particolare. 

Riprendo con una donna, perché le donne artiste sono in numero inferiore rispetto agli uomini, solo per ragioni puramente culturali. Delle poche che accedevano a un determinato tipo di istruzione, solo pochissime sono riuscite a raggiungere la fama e lasciare un segno nella storia, non senza qualche difficoltà. Artemisia Gentileschi è sicuramente una di queste. 

domenica 27 marzo 2011

L'artista della domenica: René Magritte - I due misteri

I due misteri, René Magritte, 1966
Il movimento Surrealista è stato uno di quei movimenti che spingeva l'osservatore a pensare. Più di qualunque altro movimento del passato, più di qualunque artista famoso, i surrealisti ci costringono a trovare la logica insita in tutta la loro produzione. A volte è semplice, a volte talmente difficile da rasentare la follia, infiniti giochi mentali per comprendere il mistero della mente umana. 
C'era stato un solo artista capace di complicare la vita a critici e a spettatori con un'opera ancora oggi di difficile intendimento ed era stato il dadaista Duchamp con "Il grande vetro", opera incompiuta. 
Eppure del grande gruppo surrealista, che comprendeva pittori, fotografi, scultori e nuove forme d'arte (partorite già dalla tendenza Dada), io ho sempre trovato superlativo Magritte. 
Nei suoi quadri c'è sempre una logica, una ragione, un motivo per cui ogni minimo dettaglio è stato organizzato in una data maniera, anche se non è detto che riusciremmo mai ad individuarlo.

domenica 6 marzo 2011

L'artista della domenica: Francisco Goya - Il funerale della sardina

Francisco Goya, Il funerale della sardina, 1816, olio su legno, 82,5x52 cm, Museo de la Real Academia de Bellas Artes de San Ferdinando, Madrid
Amo il Carnevale. Trovo sia un momento dell'anno particolare e, a parte quelli che sono i carnevali noti, quelli turistici per così dire, c'è un mondo dietro questo evento, che ha perso molte delle sue caratteristiche. 
Non è una festa religiosa, ma è quanto di pagano è rimasto senza implicazioni legate a qualche chiesa o a qualche santone. E' semplice mondo alla rovescia, luogo in cui è lecito impazzire. 
La tematica carnascialesca è stata affrontata da pochi artisti e perlopiù in incisioni. Goya è stato molto prolifico in questo. "Le Follie" possono essere un chiaro esempio, con animali umanizzati, uomini incinti, donne barbute e prese in giro delle classi aristocratiche e alto-borghesi.
Il funerale della sardina è uno degli oli legato a questo momento dell'anno. Viene rappresentata una delle tradizioni madrilene più importanti. Si tratta di un corteo funebre, chiaramente tenuto da una serie di maschere buffe, che si conclude con il seppellimento della Sardina. Questa sardina però è sagomata con carne di maiale, alimento tipico del Carnevale, mentre, per controparte, il pesce viene consumato nel periodo quaresimale. Un gioco di rovesciamenti, essenza del periodo.
Della sardina non c'è traccia nel dipinto. Resta solo il corteo ubriaco, inclinato, privo di stabilità, ma che di certo mostra una mobilità che, nello sfondo, diventa sempre più indistinta. 
Le maschere sono inquietanti: diavoli e teschi esorcizzano la paura della morte, il terrore della tentazione che fino a quel momento è stata lecita, ma che dal giorno successivo, con l'inizio della Quaresima, diventerà peccato. 
Un orso e un cacciatore spuntano sulla sinistra del quadro e anche il questo caso si ha a che fare con le tradizioni carnevalesche, rintracciabili anche in Italia. 
Il primato di Goya risiede nella rappresentazione di una folla disordinata, che non ha una composizione chiarita dalla tradizione, ma la inventa partendo dalle sue incisioni, dagli schizzi disegnati in giro per la città. 
C'è solo uno schizzo dello stesso spagnolo sullo stesso soggetto, dove però protagonisti sono religiosi che vincono sul carnevale. 

domenica 27 febbraio 2011

L'artista della domenica: William Holman Hunt - Il capro espiatorio

W.H. Hunt, Il capro espiatorio, 1854-58, olio su tela, 33,7 x 45,9 cm, City Art Galleries, Manchester 
Verità di natura. Tra i principi della Confraternita dei Preraffaelliti la verità di natura è stato forse il più importante. La fedeltà della rappresentazione di ciò che si osservava "dal vivo" era fondamentale. Essere sinceri, avere qualcosa da comunicare al pubblico era di vitale importanza. 
Lo scriveva William Michael Rossetti, lo ribadì con più forza John Ruskin, famoso critico, nonché tra gli intellettuali fondatori del restauro.
William Holman Hunt prese alla lettera questo principio. Legato alle Sacre Scritture cristiane, la Bibbia era la sua fonte letteraria preferita. I suoi temi pittorici derivano per la maggiore dagli episodi della vita di Cristo, ma non mancano riferimenti simbolici all'Antico Testamento. Per essere fedele al modo di lavorare della Confraternita, decise di compere un viaggio in Medio Oriente. Si recò in Palestina, a Gerusalemme, per dipingere i volti dei veri ebrei, per dipingere la decorazione del Tempio, per riproporre degli arredi attendibili, veri appunto.

domenica 20 febbraio 2011

L'artista della domenica: Paul Sérusier - Il talismano

Paul Sérusier, Il talismano, 1888, olio su legno, 27 x 21 cm, Musée d'Orsay, Parigi
"Come vedi tu questi alberi? Gialli, e allora mettici il giallo, il più bel giallo della tua tavolozza. Quest'ombra? Piuttosto blu, dipingila con l'oltremare puro, e queste foglie? Rosse, mettici del vermiglio." (citato da Maurice Denis, in ABC de la Peinture, Suivi d'une étude sul la vie ed l'oeuvre de Sérusier par Maurice Denis, Floury, Paris 1942)
Le famose parole di Gauguin sono entrate nella leggenda. Quando si parla della scuola di Pont-Aven, si cerca di valutare una prima vera sintesi visuale ed emozionale nell'arte. 
L'Impressionismo aveva insegnato a osservare in modo differente la realtà. Gli studi sull'ottica, il perfezionamento della fotografia avevano consentito un'analisi scientifica di essa. Si era compresa l'importanza della luce, del suo plasmare gli oggetti, si erano quasi del tutto demoliti i principi di composizione classica, l'uso del disegno prima della pittura.

domenica 6 febbraio 2011

L'artista della domenica: Eugène Delacroix - La Libertà che guida il popolo

Eugéne Delacroix, La Libertà che guida il popolo, 1830, olio su tela, 235 x 260 cm, Louvre, Parigi
Eugène Delacroix propose un dipinto rivoluzionario nel 1831 al Salon di Parigi. Era stato ultimato l'anno precedente per celebrare la lotta per la liberà contro il re di allora, Carlo X. La Rivoluzione Francese era lontana ormai nel tempo, Napoleone era diventato imperatore ed era stato esiliato a Sant'Elena, dove nel 1821 aveva esalato l'ultimo respiro. 
Il popolo francese, però, ormai provato dai regimi assoluti, si era ribellato alla politica reazionaria dell'ultimo sovrano e dal 27 al 29 luglio del 1830 aveva messo in atto quelle che poi la storia ha consacrato le Tre Gloriose Giornate: la classe borghese, in particolar modo, riuscì nel fatidico intento di portare il re all'abdicazione.

domenica 30 gennaio 2011

L'artista della domenica: Takashi Murakami - The Oval Buddha

Takashi Murakami ,  The Oval Buddha, 2007

Pop. Pop per molti è una specie di parolaccia. Se qualcosa è "pop" è scadente, è ovvia, inutile, banale. In realtà la banalità e l'inutilità possono essere individuati anche in ciò che pop non lo è affatto. 
La Pop Art è stata una corrente rivoluzionaria all'interno del concetto stesso di Arte. L'Arte era bene o male considerata l'espressione dello spirito umano, della sua creatività e della sua interiorità; ciò che non poteva essere raccontato a parole, poteva comunicarlo una tela, una scultura, anche un semplice colore. Nella prima metà del Novecento era stato fondamentale questo tipo di concezione, che si trattasse di espressione cosciente o inconscia, "automatica" di se stessi. E proprio a partire dagli Espressionisti e dai Dadaisti, in particolare, che ha iniziato a venir fuori un nuovo modo di intendere l'arte. Se si hanno dubbi su questa paternità, basta dare un'occhiata alla famosa L.H.O.O.Q di Marcel Duchamp.

domenica 23 gennaio 2011

L'artista della domenica: Jacques-Louis David - La morte di Marat

LA MORTE DI MARAT
Jacques-Louis David, 1793, olio su tela, 165 x 128 cm, Musée Royaux des Beaux-Arts, Bruxelles
Un dipinto storico atipico. Un ritratto atipico. Pochi elementi per raccontare una grande storia, un uomo simbolo della Rivoluzione Francese. Solo un grande artista poteva avere il dono della sintesi efficace per rendere con delicatezza una tragedia. 
Jacques-Louis David dipinge in un'epoca di tumulti, di assestamento di una Francia in preda ad una Rivoluzione che è costata già molte vite. Napoleone è già soldato per la rivoluzione corsa. Luigi XVI è stato ghigliottinato e Maria Antonietta seguirà a breve il suo destino.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...