Sembra quasi una lunga pausa estiva fatta di proposito per spassarmela in vacanza; in realtà d'estate lavoro il triplo e trovare un momento per riflettere e scrivere su qualche argomento era difficile. Di argomenti da trattare ne ho un elenco lunghissimo, ma ad essere breve è il tempo che ho a disposizione.
Zerocalcare, fumettista romano, mi ha dato uno spunto interessante: il misunderstanding.
In questi giorni ha dato alle stampe una sua nuova pubblicazione, La scuola di pizze in faccia del professor Calcare, una raccolta di sue vignette realizzate per il web, storie inedite e molto altro. Per la copertina ha chiesto il lavoro di un artista che si è occupato di realizzarle anche per altri suoi lavori, Alberto Madrigal.
Come sempre Madrigal ha tirato fuori un bel disegno, ma qualcosa ha scricchiolato. Due fumettisti coreani della Bao Publishing hanno fatto notare qualcosa al fumettista, ovvero che la copertina per come era fatta rievocava tristi momenti della storia del loro paese: l'imperialismo giapponese che li ha dominati e repressi a lungo.
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mercoledì 4 settembre 2019
domenica 26 agosto 2018
Diario di viaggio - Giuggianello, i Massi della Vecchia (13)
Nell'interno, nel territorio di pertinenza del comune di Giuggianello, tra gli uliveti c'è una zona chiamata i Massi della Vecchia. Si tratta di enormi lastre di calcare, probabilmente erose e lavorate dalla pioggia e dal vento, che sono la spina dorsale di una serie di leggende e fantasie.
A quanto pare la leggenda vuole che fondi “tenenti” e “cisterna longa”, in contrada “Visilie”, sulla collina delle Ninfe e dei Fanciulli fossero un luogo di fate, folletti, fattucchiere e un numero imprecisato di creature fantastiche. La zona pare sia famosa per il gran numero di leggende e di favole, che sono nate a partire dalle conformazioni della terra.
martedì 14 novembre 2017
La fotografia sociale: Riis e Hine
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| Riis: Children |
La fotografia dell'Ottocento per me ha sempre avuto un fascino particolare, perché i pionieri di ogni genere hanno dato impulso a tutta una serie di grandi fotografi che hanno ampliato quelle semplici visioni. Le evoluzioni tecnologiche danno nuovi impulsi e nel decennio che va dal 1880 al 1890 si passa dalla macchina fotografica costituita da grossa scatola di legno con treppiedi e lastre di vetro su cui era spalmato il collodio umido a macchine più piccole con l'introduzione di un vero e proprio rullino da parte della Kodak, non poteva che far nascere qualcosa di nuovo.
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venerdì 27 gennaio 2017
Giorno della Memoria - Il Processo di Francoforte
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| Il procuratore Fritz Bauer |
Non è stato sempre così, anzi, c'è stato un periodo in cui si è dato per falso quello che alcune voci, come quelle dei russi comunisti, dicevano di aver trovato il 27 gennaio del 1945, quando hanno aperto i cancelli del più grande campo di sterminio nazista. Erano solo maldicenze dei rossi, anche perché i sopravvissuti spesso non avevano voglia di parlare di quello che era accaduto lì, magari avevano impiegato molto tempo per tornare a casa, come racconta Primo Levi ne La tregua. Altri si erano riuniti in associazioni di vittime, ma, appunto non erano stati ascoltati.
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domenica 22 gennaio 2017
L'artista della domenica: Leocare - Apollo del Belvedere
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| Apollo del Belvedere attribuito a Leocare 350 a.C., Copia romana, marmo bianco, 224 cm, Musei Vaticani, Città del Vaticano |
Immaginiamo che cosa potesse voler dire tirare fuori dalla terra opere di grande bellezza, come l'Apollo del Belvedere, ritrovato ad Anzio, ammirato dagli artisti, preso a modello per opere nuove.
Nel XVIII secolo l'Apollo viene considerato un esempio di perfezione artistica e ne scrive qualcosa anche l'amico e ammiratore dei Greci, Johann Joachim Winckelmann, in Storia dell’arte nell’antichità.
domenica 20 marzo 2016
L'artista della domenica: Pino Pascali - La trappola
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| La Trappola Pino Pascali, 1968, lana d'acciaio e fil di ferro, 400x250x200 cm, Tate Modern, Londra |
Il mondo di Pino Pascali viaggia su un binario diverso. Armi giocattolo, animali fantastici, dinosauri, mare e terra imbrigliati in oggetti quotidiani, sbalordendo per la finta ingenuità, carico di ironia, paradossi e forte caratterizzazione, che hanno sempre reso difficile una completa e definitiva collocazione dell'artista in un movimento o una corrente.
Sono stati solo quattro anni di produzione intensa, sfruttando il background della sua terra di origine, reinterpretando i bestiari del romanico pugliese per poi abbandonarsi alla cultura di massa, con materiali nuovi, a volte fragili, spesso sintetici.
In lana d'acciaio e filo di ferro realizza La trappola. Fa parte del filone della ri-costruzione della natura, tornando a un mondo primitivo però privato dei suoi elementi naturali.
sabato 2 agosto 2014
Il reportage e gli inganni
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| Il rivoltoso sconosciuto di Piazza Tienanmen Jeff Widener, 1989, Associated Press |
In questi giorni tristi di scontri sulla Striscia di Gaza, che una stagione sì e l'altra no è teatro di azioni militari, girano immagini e video che raccontano verità e falsità.
Proprio oggi mi sono imbattuta in un video, con tanto di tappeto musicale arabo e malinconico (ignoro però il significato delle parole), che, usando il nome noto di Amnesty, accusa i soldati israeliani di seppellire vivi bambini palestinesi, con un intervento vero di Amnesty, datato 2002. Si vede una fossa poco profonda, in cui ci sono dei ragazzini in mutande, che si coprono il viso, e qualche soldato, senza nemmeno un fucile in mano, che butta su di loro sabbia senza troppa convinzione. Un paio sono praticamente a braccia conserte. Qualche commento svela l'arcano: è un'esercitazione dell'esercito giordano, un video del 2009 (il link qui). Niente israeliani e niente palestinesi insomma.
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mercoledì 14 maggio 2014
Addio a Hans Ruedi Giger, un artista visionario
Non mi piace spingermi nel campo dei necrologi, ma questa volta non potevo proprio far passare la notizia sotto silenzio. Hans Ruedi Giger, meglio conosciuto come il papà di Alien, è morto a 74 anni nella sua Svizzera.
Ha segnato un epoca, ha segnato l'immaginazione di intere generazioni con i suoi alieni. Come si legge spesso nelle biografie degli artisti, anche Giger aveva studiato architettura e design industriale, nel suo caso iscrivendosi a Zurigo, ma subito si era orientato verso l'arte. Forse è stata proprio l'aria di Zurigo, patria del Dadaismo, domiciliato presso il Cabaret Voltaire. Un padre farmacista, con sanguisughe in barattolo sul bancone, e un teschio umano ricevuto in dono da una casa farmaceutica, gli regalarono il gusto per il surreale e il tetro. Mescolando il simbolismo di Dalì, di William Blake, i gironi infernali di Bosch e credo anche di altri simbolisti di cultura tedesca, come il connazionale Arnold Bocklin (autore di un dipinto dal nome sinistro, L'isola dei morti), ha creato i suoi universi, costellati da creature a tratti meccaniche.
mercoledì 26 marzo 2014
Diario di viaggio - Bovino (4)
Panorama di Bovino
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Lo scorso finesettimana il FAI-Fondo Ambiente Italiano ha organizzato le sue Giornate di Primavera.In tutta Italia erano aperti siti che normalmente non sono visitabili o si rilanciavano siti dimenticati.
Armandomi di voglia di fare, nonostante qualche malessere che mi ha fatto vedere le stelle, sono partita alla volta di Bovino, un piccolo paese del foggiano.Bovino è arroccato sui monti dauni, ma arrivarci è semplicissimo. Fa parte dell'esclusivo club de I borghi più belli d'Italia, e da poco fa parte delle Bandiere Arancioni del Touring club.
Armandomi di voglia di fare, nonostante qualche malessere che mi ha fatto vedere le stelle, sono partita alla volta di Bovino, un piccolo paese del foggiano.Bovino è arroccato sui monti dauni, ma arrivarci è semplicissimo. Fa parte dell'esclusivo club de I borghi più belli d'Italia, e da poco fa parte delle Bandiere Arancioni del Touring club.
martedì 25 febbraio 2014
"Effie Gray", una donna scandalosa
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| Emma Thompson e Dakota Fanning in una scena del film "Effie Gray" |
La mia passione per la Pre Raphaelite Brotherhood è estremamente visibile su questo blog. Molto parla di loro, compreso il layout.
Ultimamente sono tante le produzioni inglesi per quanto riguarda serie tv e film sull'argomento. Nel primo caso, solo per il pubblico inglese, è stato prodotto Desperate Romantics, un drama in sei parti, che racconta la storia della Confraternita dalla conoscenza con Lizzie Siddal, modella del gruppo e poi moglie di Dante Gabriel Rossetti, fino alla morte della stessa donna.
Per il cinema è stata Emma Thompson a scrivere Effie Gray. Effie è un'altra delle donne che gravitavano intorno alla vita del gruppo di giovani artisti antiaccademici. Era la moglie del loro sostenitore e critico d'arte d'eccezione, John Ruskin. Era una donna discreta, intelligente, spesso posava per i pittori, ma non sarebbe stata una presenza rilevante, se non fosse che, nell'Inghilterra vittoriana, Effie decise di dare vita a uno scandalo molto discusso, narrato nel libro biografico di Suzanne F. Cooper, Effie. Storia di uno scandalo.
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venerdì 31 gennaio 2014
Scambio di persona: Baldovino IV di Gerusalemme VS Ṣalāḥ al-Dīn
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| How Sir Galahad, Sir Bors and Sir Percival Were Fed with the Sanct Grael; but Sir Percival's Sister Died by the Way Dante Gabriel Rossetti, 1864 |
Il cinema americano ha una caratteristica interessante. E' capace di far conoscere a un pubblico vasto personaggi storici curiosi, prendendosi però tantissime licenze.
Ho toccato con mano l'ignoranza degli americani in fatto di storia europea, tanto che per loro Medioevo e la storia della Roma Imperiale non hanno una precisa collocazione nel tempo. Lo trovo un po' assurdo, dato che gli Stati Uniti dovrebbero avere le loro radici storiche nei popoli della vecchia Europa.
Uno dei personaggi più strani, è Baldovino IV di Gerusalemme, noto anche come il re lebbroso.
Nel film di Ridley Scott, Le crociate - Kingdom of Heaven, viene descritto come un amante della pace e della tranquillità, pacato, forse per la consapevolezza della propria malattia incurabile.
Vestito sempre di bianco, maschera sul volto è stato reso estremamente affascinante. Peccato che Baldovino non fosse affatto un uomo tranquillo e pacifista.
giovedì 27 gennaio 2011
Giornata della Memoria - Uno sguardo agli ultimi

La Giornata della Memoria è stata istituita per non dimenticare ciò che è successo durante i Regimi Nazi-Fascisti. Lo sterminio organizzato di popoli interi merita un momento di riflessione e istituire una giornata senza però dedicarsi a capire realmente cosa è successo e a chi non ha nessun valore.
Non so quanto se ne parli in modo interessato e costruttivo a scuola (che peggiora di giorno in giorno), ma, se lo si fa, si tende sempre e solo a parlare degli ebrei. Le ragioni dovrebbero essere palesi: si tratta dei "ricchi" della situazione, di conseguenza il massimo rispetto e cordoglio è riferito soltanto a questo popolo.
Da qualche anno mi son presa l'onere di aprire delle finestre sulle tante etnie coinvolte.
Tra i popoli dimenticati ci sono le etnie Sinti e Rom degli zingari, oggi ricordati anche, stranamente, dal Presidente Napolitano. Questo sterminio prende il nome di Porajmos, grande devastazione.
Segnalati con il triangolo marrone, gli zingari erano considerati popoli inferiori, di origine ariana, ma che avevano mescolato il proprio sangue prima con quello indiano, poi quello asiatico per tornare a mescolarlo con quello di altri popoli europei, tra cui gli slavi, considerati un popolo da schiavizzare in quanto si trattava di subumani.
lunedì 8 novembre 2010
Il crollo di Pompei - Storia di ordinaria follia!
Questi giorni, una delle notizie che è rimbalzata nell'etere, è stato il crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei. Un evento tragico, assurdo, che provoca una certa indignazione, oltre che al fatto che capita a fagiolo, giusto per farci capire come i tagli sulla cultura possano ridurci: in macerie.
Io mi sono stupita delle reazioni di molti alla notizia. Essendo interessata al campo storico, archeologico e artistico, io ero perfettamente cosciente della situazione, e, purtroppo, per me non è stata una grande notizia, anche se mi fa star male il ridurre a cumuli di pietre un luogo che è stato una manna dal cielo per la ricostruzione della storia e dell'arte romana, oltre che per l'economia di una zona depressa.
Ho detto che ero cosciente della situazione, mi aspettavo quasi che crollasse qualcosa prima o poi. A Pompei ci sono stata anni fa, andavo ancora a scuola, ma le anomalie di quel posto erano già chiare. Ricordo sacchi di plastica di reperti archeologici depositati vicino alla Basilica; ovviamente erano incustoditi, ovviamente erano stati aperti e, suppongo, qualche reperto aveva preso un'altra strada, chissà per dove.
Molti altri problemi non li ho colti, non ricordo altri dettagli, un po' perché non mi occupavo io di pagare parcheggi e roba varia, ma ricordo che prendemmo la circumvesuviana.
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