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mercoledì 5 giugno 2019

Innocenza violata e le sue conseguenze: "Io so' Carmela"

Il caso del suicidio assistito di  Noa Pothoven sta facendo il giro del mondo. Quello che colpisce è che finora l'eutanasia e il suicidio assistito riguardavano persone con malattie incurabili che, prima di tutto, le debilitavano nel fisico, rendendo in senso pratico la loro vita difficile, provocando dopo sofferenza psicologica. Nel caso di Noa il disagio più che nel corpo era nello spirito, finita in una spirale di depressione e anoressia che le ha fatto desiderare la morte.
Volendo, avrebbe potuto suicidarsi in tutti i modi possibili, però ha deciso di farlo in modo controllato dalle istituzioni.
Non mi permetto di iniziare una discussione etica e morale, non sono in grado di valutare se sia giusto o sbagliato. Leggendo la sua storia, però, mi è tornato in mente un graphic novel che ho comprato diversi anni fa e che racconta una storia simile, ispirato al diario di Carmela Cirella, ritrovato dopo la sua morte.
Io so' Carmela è stato scritto da Alessia di Giovanni e disegnato da Monica Barengo, pubblicato da Beccogiallo, racconta la storia di una ragazzina di Taranto di soli 13 anni, violentata tre volte in quattro giorni da persone diverse. La violenza è solo l'inizio.
"Ho cominciato un diario. L'ho chiamato 'la storia più brutta della mia vita"

lunedì 4 giugno 2018

Piccole Donne - Miniserie BBC

Chi non ha mai voluto urlare come Jo March "Cristoforo Colombo"? Mettere in scena una recita per Natale? Suonare il piano come Beth  o disegnare come Amy? La povera Meg passa sempre in secondo piano, ma possiamo dire che è la guida morale, accanto alla mamma, di questo gruppo di adolescenti alla scoperta di sé stesse. Antico e sempre nuovo, il romanzo sulla vita delle quattro sorelle March, Piccole Donne, scritto da Louisa May Alcott e pubblicato nel 1868, torna sul piccolo schermo grazie alla BBC che realizza una miniserie in tre puntate. Una regia e una sceneggiatura tutta la femminile, con Vanessa Caswill e Heidi Thomas, che firmano questa nuova versione, uscita l'11 maggio in Italia e trasmessa su Sky.

sabato 29 aprile 2017

Beatrix Potter, tra coniglietti, anatre, ranocchie e la propria indipendenza


Ho sempre avuto un debole per le atmosfere dell'Inghilterra Vittoriana, pur essendo in contrasto con la condizione femminile non propriamente ideale, nonostante avesse una donna a capo della famiglia reale.
Beatrix Potter si colloca a cavallo tra due secoli durante i quali avverranno tanti cambiamenti per le donne. Per certi versi possiamo considerarla una pioniera, per quanto non si sia mai legata alle questioni delle suffragette.
Nata in una famiglia agiata, lei, suo fratello e i suoi genitori vivono di rendite, quasi una di quelle famiglie descritte nei libri della grande Jane Austen, senza alcun problema che prepararsi alla stagione della villeggiatura. Come per le migliori famiglie, l'istruzione di Beatrix avviene in casa, mentre viene fortemente scoraggiata un'istruzione universitaria.
In ogni caso, gli interessi di Beatrix erano molteplici, in particolare scientifici: si interessava di astronomia, botanica, entomologia, tassonomia e archeologia. Nella stanza dedicata allo studio i due piccoli Potter avevano una collezione di farfalle e si prendevano cura di piccoli animali. Si dedicavano molto all'arte, in particolare a tracciare schizzi e dipinti.

venerdì 7 aprile 2017

Tina Modotti, donna, comunista, fotografa

Una delle artiste italiane più importanti del Novecento e misconosciuta in Italia è Tina Modotti. E' strano come sia nota all'estero, in particolare nelle Americhe, e in Italia il suo nome latiti.
E' pur vero che la sua carriera comincia proprio al di là dell'oceano, inizialmente nel cinema, per poi arrivare alla fotografia, quando incontra Edward Weston, di cui diventa l'amante.

Molti ricorderanno che è stata interpretata nel film Frida, diretto da Julie Taymor, considerato il suo rapporto di amicizia (e non solo) con la pittrice messicana.
A Città del Messico, Tina svolge la sua seconda attività, ovvero quella di propaganda comunista ed è in questo frangente che conosce Frida, insieme a molti altri esponenti del Partito.

mercoledì 8 marzo 2017

Suzanne Valadon, da modella a pittrice

Suzanne Valadon nel suo studio a Montmartre
Nel giorno dell'8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della Donna, ho il piacere di introdurvi un'artista interessante, una di quelle donne che ha cambiato il proprio destino con una caparbietà davvero ammirevole.
Non è una figlia d'arte, com'è capitato per artiste già trattate su questo blog, ma viene fuori da origini umili. Certo, non è da tutti riuscire nell'impresa e questi casi, va detto, sono dei particolari esempi unici nel loro genere. Credo poco nella totipotenza di ognuno di noi, ma i più bravi riescono davvero a venir fuori in qualunque condizione.

Postumi di una sbornia
Toulouse-Lautrec, 1888
Lei è Suzanne Valadon (1865-1938), pseudonimo di Marie-Clementine Valadon, una pittrice che tra la fine dell'Ottocento e gli anni '30 del Novecento gravitò nel fermento artistico di Montmartre.
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