Dopo tanto penare, finalmente sono riuscita a prendermi qualche giorno di ferie per fare una puntata a Milano. Ci vado di tanto in tanto, visto che mia sorella abita da quelle parti. Ci divertiamo visitando mostre. Questa volta niente Palazzo Reale, ma Mudec - Museo delle Culture per la mostra "Impressioni d'Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone". Chi frequenta questo blog da un po' sa che per il Giappone e l'Asia ho una certa attenzione, se non una vera e propria passione, per cui questo particolare evento non potevo perderlo.
La mostra sarà aperta fino al 2 febbraio 2020, una bella data palindroma. Si tratta di una raccolta di opere proveniente dall'Italia e dall'Estero che raccontano le influenze giapponesi nell'arte e nella cultura occidentali tra XIX e inizi del XX secolo, in particolare in Italia e in Francia.
In mostra ci sono oltre 170 opere: dipinti, stampe, oggetti d’arredo, sculture e oggetti di varia natura, dalle ceramiche alle armi, fino a una meravigliosa portantina.
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martedì 3 dicembre 2019
lunedì 21 maggio 2018
World Press Photo - Bari
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| Venezuela Crisis Ronaldo Schemidt (Venezuela) World Press Photo of the Year |
Sono tre anni che aspetto con interesse la mostra e sono sempre contenta di poter condividere uno sguardo sul mondo lontano da casa mia.
La Fondazione World Press Photo è nata nel 1955 ad Amsterdam e sono ormai sessant'anni che si occupa della tutela la libertà di informazione, inchiesta ed espressione, promuovendo in tutto il mondo il fotogiornalismo di qualità. Organizza il concorso di fotogiornalismo più prestigioso al mondo e solo in questa edizione hanno partecipato fotografi provenienti da 125 Paesi, per più di 73.000 foto proposte.
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mercoledì 11 ottobre 2017
Presidenti fantastici e dove trovarli
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| Newt, aiutaci tu! |
Bando alle ciance!
Non l'ho mai scritto prima, ma sono laureata in Storia dell'Arte, ho la fortuna di lavorare in un museo (tra le altre tante cose) e di conseguenza ho il piacere di conoscere e frequentare persone estremamente competenti nel loro mestiere, quando si parla di arte, mostre, spettacoli teatrali, musica, fotografia e tanto altro.
Lavorando con persone capaci, mi stranisce sempre più la nomina di direttori totalmente fuori contesto. Un esempio è Luca Bizzarri, comico e attore diventato famoso con il programma Le Iene, nominato presidente della Fondazione di Palazzo Ducale a Genova. Non so se sono stati più temerari i rappresentati di Comune e Regione Liguria o lui che ha accettato l'incarico, fatto sta che è stato definito dal Presidente della Regione, Giovanni Toti, "Competente e innovativo".
martedì 13 giugno 2017
Mostra CROSSROAD#3 - Eltono e Sten Lex
So che è tanto che non scrivo. Purtroppo un po' gli impegni lavorativi e un po' la mia incapacità di essere costante. Forse dovrei sfruttare la mia passione per l'organizzazione e le agende per sviluppare una programmazione di quelle fatte bene.
Bando alle ciance! Oggi vorrei consigliarvi una mostra, per chi si trova a passare da Bari. Si tratta di una galleria privata, la Galleria Doppelgaenger, che propone artisti davvero interessanti e questa volta si è spostata, in un certo senso sulla grafica.
CROSSROAD#3 propone i lavori di Eltono e Sten Lex in una doppia personale. Vittorio Parisi, lo storico dell'arte nonché curatore della galleria, presenta i lavori partendo dal concetto del vagabondaggio, associato all'astrattismo delle opere proposte. Strizzando l'occhio alla grafica, che sia a colori o in bianco e nero, una delle caratteristiche che accomuna i due progetti è l'ambiente urbano.
Bando alle ciance! Oggi vorrei consigliarvi una mostra, per chi si trova a passare da Bari. Si tratta di una galleria privata, la Galleria Doppelgaenger, che propone artisti davvero interessanti e questa volta si è spostata, in un certo senso sulla grafica.
CROSSROAD#3 propone i lavori di Eltono e Sten Lex in una doppia personale. Vittorio Parisi, lo storico dell'arte nonché curatore della galleria, presenta i lavori partendo dal concetto del vagabondaggio, associato all'astrattismo delle opere proposte. Strizzando l'occhio alla grafica, che sia a colori o in bianco e nero, una delle caratteristiche che accomuna i due progetti è l'ambiente urbano.
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martedì 3 gennaio 2017
Corrado Giaquinto e Filippo Cifariello. Nuovi inediti e contributi
E' stata una lunga assenza la mia. Tante cose sono cambiate negli ultimi tempi e suppongo cambieranno ancora, in una continua evoluzone che non avrei mai immaginato. Dopotutto è questo il succo della vita!
Quest'anno torno con la giusta determinazione, almeno spero...
Finito questo momeno nostalgia e buoni propositi per il nuovo anno, parliamo di cose serie, di cose che ci picciono, di arte.
Quest'anno torno con la giusta determinazione, almeno spero...
Finito questo momeno nostalgia e buoni propositi per il nuovo anno, parliamo di cose serie, di cose che ci picciono, di arte.
giovedì 29 ottobre 2015
"Light Paintings" di Brian Eno a Bari
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| Fonte: Repubblica.it |
Anche quest'anno è iniziato il Medimex, la 5a edizione del Salone dell'Innovazione Musicale. Saranno tre giorni pieni di incontri con autori, concerti, showcases e workshop. Non mancheranno le mostre. All'interno del padiglione della Fiera del Levante di Bari c'è una mostra di fotografia, "Musica Nomade" di Mariagrazia Giove, mentre al Teatro Margherita, quindi in altra zona della città, è stata allestita la mostra "Light Paintings" di Brian Eno.
Eno è conosciuto maggiormente come compositore, con collaborazioni eccellenti nel panorama della musica internazionale dagli anni '70 in poi (tra le più conosciute ci sono sicuramente quelle con David Bowie, Nico, John Cale, Phil Collins, Talking Heads, U2 e via così). Quello che, però, mi ha stupita dell'incontro di stamattina è che Brian Eno si forma e si considera principalmente un artista visuale, con la frequenza della Winchester School of Art dell'università di Southampton.
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lunedì 28 settembre 2015
Il Sud e le Donne di Ferdinando Scianna
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| Una delle fotografie in mostra |
Nell'ultimo Diario di Viaggio ho accennato a una mostra di Ferdinando Scianna all'interno del Castello Aragonese di Otranto.
Il Sud e le donne fa parte della rassegna Tu non conosci il Sud, un progetto più ampio, nato per promuovere i luoghi simbolici, le città simbolo di Puglia e Basilicata (prima di Otranto, infatti, le città protagoniste sono state Matera e Bari), e per far conoscere il ruolo di crocevia del Sud, proteso nel Mediterraneo, che ha convogliato culture differenti, arricchendo il proprio patrimonio culturale di beni immateriali dalla grande rilevanza.
A leggere queste parole si ha l'impressione che la mostra debba essere una sorta di indagine antropologica con soggetto le donne meridionali nel loro ambiente, in un contesto di vita quotidiano. E invece no. Cadere in errore è molto semplice, visto il luogo e viste le premesse e vista anche la carriera di Scianna, con un progetto in compagnia di Leonardo Sciascia, Le feste religiose in Sicilia.
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mercoledì 24 giugno 2015
L'Enpa contro Herman Nitsch a Palermo
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| Maschere che si contendono un impiccato James Ensor |
Spesso l'arte fa discutere, anzi, l'arte ha sempre fatto discutere. Non assolverebbe alla sua funzione se passasse come acqua fresca o come begli oggetti da ammirare.
Nel tempo abbiamo perso la capacità di notare le ragioni dello scandalo di molti dipinti o di molte sculture, perché i nostri canoni e i nostri valori sono profondamente cambiati.
Di opere scandalose nella storia ce ne sono un'infinità, da Olympia di Manet a L'origine del mondo di Courbet, passando per i blasonati La morte della Vergine di Caravaggio e il Giudizio Universale di Michelangelo, che meritò anche la censura ad opera di Daniele da Volterra, universalmente noto come il Braghettone per aver coperto i genitali dell'affresco michelangiolesco.
sabato 9 agosto 2014
Puglia Open Days: Il sabato l'arte fa lo straordinario
Ormai è consuetudine in Puglia dedicare l'estate alla scoperta di luoghi di interesse storico-artistico. Per riuscire a coinvolgere sempre più visitatori, è stato scelto il sabato sera dalle 20.00 alle 23.00. Anche i più pigri non potranno sottrarsi e vi stupirà vedere persone di tutte le età felici di poter visitare dei monumenti aperti in orario serale. Ovviamente guardano con un po' di diffidenza all'idea di una visita guidata (gratuita), ma si lasciano guidare dolcemente in un piccolo viaggio, spesso della durata di trenta minuti, spesi bene, dicono i più. Gli Open Days sono questo e sono molto altro. Sono i giovani pugliesi impegnati sul proprio territorio, capaci di valorizzare quello che c'è e c'è davvero tanto. Sono competenze messe a disposizione della collettività, previo finanziamento della Regione Puglia.
Anche questo fa parte della scommessa: non dare valore economico a quello che si fa significherebbe sminuire i luoghi e le persone che si impegnano, che sono brave, che, per dirla come un mio professore, si sono fatti tanto di occhi sui libri, sono curiose, sanno coinvolgere gli altri.
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domenica 27 luglio 2014
Preraffaelliti - L'utopia della bellezza
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| Ophelia, J.E. Millais, 1851, olio su tela 76 x 112 cm, Tate Britain, Londra |
Negli ultimi anni il movimento preraffaellita, la famosa Pre-Raphaelite Brotherhood, ha ritrovato una certo seguito in Italia. A partire dal 2010 sono state tre le mostre, organizzate più o meno bene, nel Bel Paese. La prima è stata quella di Ravenna, dedicata maggiormente alla fase simbolista di D.G.Rossetti e alla svolta decorativa di William Morris, per passare successivamente a Roma, dove l'attenzione maggiore l'ha riscossa Edward Burne-Jones, che nella capitale ha realizzato un mosaico per la decorazione della chiesa anglicana San Paolo entro le Mura. La mostra di Torino è stata invece molto più completa per quanto riguarda gli esordi del gruppo, fondato nel 1848 a Londra. Le tele importanti di Dante Gabriel Rossetti e di John Everett Millais, con qualche dipinto del precursore Ford Maddox Brown, erano abbondanti e provenivano tutte dalla Tate Britain di Londra. Spiccava senza dubbio la famosa Ophelia di Millais, realizzata lasciando a mollo in una vasca da bagno riscaldata la modella Lizzie Siddal, futura moglie del pittore e poeta dal nome italiano.
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domenica 18 maggio 2014
"La tentazione dell'Asia" di Paolo Longo
Paolo Longo è noto per essere stato per lungo tempo corrispondente della Rai in Cina. In realtà Longo ha frequentato tutto il continente asiatico nel suo lavoro di giornalista. Per raccontare quello che i suoi occhi vedevano e la sua esperienza gli rendeva chiaro ha scelto il mezzo fotografico.
"Quando ho cominciato a fotografare ho sperimentato di tutto, ho vagato da un lato all’altro dello spettro della fotografia, sono entrato in punta di piedi nei grandi filoni, Henri Cartier Bresson, Luigi Ghirri, Robert Franck, August Sander, i nudi, il bianco nero, il colore, ma ho scoperto subito che mi piaceva soprattutto essere un cronista, raccontare storie attraverso le immagini, proprio come racconto storie per la radio o la televisione."
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venerdì 21 marzo 2014
Vandalismo, furti e raccomandazioni
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| Orfeo (particolare del gruppo scultoreo Orfeo ed Euridice) Antonio Canova, 1775-76, pietra di Vicenza, 203 cm Museo Correr, Venezia fotografato da Mimmo Jodice Dipinge perfettamente il mio stato d'animo |
In questi giorni ci sono state tre notizie sconvolgenti nel mondo dell'arte.
La prima ha riguardato il furto di un pezzo dell'affresco che raffigurava Apollo e Artemide nella Casa di Nettuno a Pompei. Le brutte notizie su questo gioiello dell'arte e dell'archeologia sono all'ordine del giorno. Ogni volta facciamo tutti finta di stupirci, ma non è una novità. Quando i crolli, che come recita Il Sole 24 Ore, sono stati 29 in cinque anni, vengono alla ribalta della cronaca, ecco che si parla di unire una task force per poter correre ai ripari, riparare il riparabile e risolvere il risolvibile: ovvero stanziare fondi che non si sa se arriveranno mai, transennare e aumentare la sorveglianza dopo i fatti (la saggezza barese racconta che Santa Chiara prima fu derubata e poi si mise la porta di ferro) e discutere, discutere, discutere.
La segnalazione della scomparsa del dipinto risale alle ore 17 dell'11 marzo scorso: un custode, durante un giro di ronda, si è accorto di quanto accaduto e ha informato direttrice del sito archeologico Grete Stefani che l'indomani ha effettuato un sopralluogo con i carabinieri. Immediatamente disposto il transennamento dell'area. Ieri il neo-soprintendente Massimo Osanna ha tenuto una riunione sul tema con tutto il personale.
mercoledì 29 gennaio 2014
Hidetoshi Nagasawa - Forze contrarie
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| Un altro orizzonte |
Dal 2002 il Torrione Passari di Molfetta è sede di interessanti mostre d'arte contemporanea.
L'associazione culturale Artistica e Giacomo Zaza sono promotori di esposizioni molto belle, che riescono a portare in questo angolo di Puglia artisti di livello mondiale.
Quest'anno la mostra inaugurata il 23 novembre è stata prolungata fino al 30 marzo.
Ad esporre è Hidetoshi Nagasawa.
Scultore e architetto giapponese, nato in Manciuria, approda in Italia negli anni '60 per un puro caso: aveva intrapreso uno strano viaggio in bicicletta con sua moglie. Dopo aver attraversato l'Asia, dalla Turchia si imbarca per Brindisi, poi tocca le città di Napoli, Roma, Firenze, Genova e Milano, dove si ferma... perché gli rubano la bicicletta! Qui inizia la sua carriera artistica.
La mostra di Molfetta ha due peculiarità. Innanzitutto le istallazioni sono state create per questo luogo, è evidente, e, seconda cosa importante, svelano la sua natura di architetto.
Le opere sono solo tre e diventano un tutt'uno con l'ambiente che le ospita.
martedì 16 aprile 2013
The British Museum: Life and death - Pompeii and Herculaneum
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| Terenzio Neo e sua moglie Pompei affresco 55-79 d.C. |
L'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. distrusse due città, Pompei ed Ercolano. Plinio il Giovane assiste all'evento e descrive anche la morte dello zio Plinio il Vecchio. Ad essere coinvolte nella catastrofe sono anche altre piccole cittadine ,che si trovavano nel Golfo di Napoli, ma si tratta quasi di villaggi in confronto a Pompei. La stessa Napoli comprendeva pochi abitanti.
Il British Museum ha inaugurato il 28 marzo una mostra dedicata a questi luoghi. Sono molti i prestiti che ha richiesto ai musei campani, per poter realizzare quella che, secondo me, è un'operazione culturale e commerciale grandiosa.
Da alcune fonti attendibili, posso dirvi che è impossibile visitare la mostra fino a maggio: tutto prenotato. Il costo del biglietto è di £15 (qualcosa in più rispetto al biglietto per le Scuderie del Quirinale).
Non ho visitato l'esposizione. Quello che voglio far notare è la promozione di questo evento.
Il sito internet dedicato ha la grafica standard del British Museum. La prima differenza è lo sfondo nero e un trailer in primo piano. Sembra un thriller. Suggestivo, coinvolgente. Anche chi della storia di Pompei ed Ercolano con sa nulla viene irrimediabilmente incuriosito da una strategia del genere.
Nella rassegna stampa si legge:
martedì 11 dicembre 2012
Henri Cartier-Bresson alla Reggia di Caserta
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| Gestapo informer, Dessau, 1945 |
Una cornice opulenta per un fotografo, Henri Cartier-Bresson, tra il Surrealismo e il reportage, che con 44 fotografie ha occupato due sale degli Appartamenti Storici dei Borboni.
Conosciuto per essere il fotografo che puntava tutto sull'istante decisivo, su quel carpe diem che lo ha reso celebre, quando osservi davvero le sue foto, pensi che mai idiozia più grossa fu detta.
La composizione è talmente calibrata da sembrare costruita a tavolino. I richiami artistici sono così naturali, da sembrare l'origine di opere d'arte antiche. Il tutto è amalgamato da quella vena surrealista che non perde mai, trovandoci in situazioni fuori dal tempo, dalle epoche, lasciandoci una sensazione tutto sommato dolce, su cui aleggia una delicata malinconia, qualunque sia il soggetto immortalato.
Nella mostra sono presenti molte foto conosciute, rendendola degna di una visita, dato che non stanno rifilando il solito gruppo di opere minori.
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martedì 24 luglio 2012
Mostra fotografica - Alessandro de Leo
Se dovessimo lanciare uno sguardo sulla produzione fotografica di Alessandro de Leo, vedremmo una forte accezione formale delle sue composizioni. L’attenzione al dettaglio, dalla sua ricerca e alla sua messa in evidenza, si rivela anche all’occhio profano.
Tra i generi preferiti campeggia il ritratto in studio. La sua ricerca si è svolta nell’ultimo anno di lavoro, nel tentativo di giungere ad una sintesi decisa. L’evoluzione della capacità di giostrare la luce nella maniera opportuna ha portato ad una progressiva eliminazione del superfluo. Tutto ciò che era in eccesso è stato rimosso e, se inizialmente sono state messe in ombra solo alcune parti del soggetto e se tutti i toni di grigio erano presenti nelle sue fotografie rigorosamente in bianco e nero, questa volta ciò che Alessandro de Leo ci propone è diverso.
La serie presentata offre una visione nuova dei suoi modelli, trattati alla stregua di oggetti. Non è fondamentale capire chi ha posato davanti all’obiettivo di de Leo e non è nemmeno indispensabile discernere se si tratti di un uomo o di una donna. Essenzialmente è difficile riuscire ad individuare il volto del soggetto e riconoscerlo, ma è possibile rivelarne delle tracce, sezioni, dettagli, che si lasciano disegnare dalla luce, proveniente dall’alto, su uno sfondo nero, uno sfondo che sembra quasi inghiottire anche chi è semplice spettatore dell’esposizione.
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mercoledì 1 febbraio 2012
Tabula Rasa 4/ 2/ 2012 - 29/ 2/ 2012 testo critico di Lucrezia Modugno
L’idea della tabula rasa può sembrare estrema nel suo genere. L’immagine dello zero assoluto, di cancellazione di ogni concetto e preconcetto, forse anche di esperienze e vissuti, sembra proporre una certa violenza contro sé stessi.
L’origine di questa locuzione non è così terrificante e affonda le sue radici in un’epoca antica, dove “fare tabula rasa” era un’azione naturale per chi utilizzava le tavolette di cera per esercitarsi nella scrittura o risolvere quesiti matematici. Bastava girare lo stilo e ricompattare la cera, per renderla pronta ad accogliere nuove parole.
Poi vennero i filosofi e lì qualcosa cominciò a complicarsi, perché l’immagine della tabula rasa venne utilizzata per spiegare concetti complessi. Dei filosofi non c’è mai da fidarsi e infatti utilizzarono questa semplice visione per illustrare la natura dell’intelletto umano, la condizione primordiale in cui si trova il nostro cervello, pronto a registrare qualunque stimolo esterno per riempire la mente. Dobbiamo però ricordare quacosa di molto importante, ovvero che «nella mente non c'è niente che non sia già stato nei sensi». Tutto ci riporta all’esperienza estetica e l’estetica ci riconduce per vie traverse all’arte. È di arte che vorrei discutere.
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lunedì 27 settembre 2010
Kunst Komm
Ultimamente mi sono dilettata in una ricerca su Jürgen Klauke, fotografo e performer tedesco. E' un artista per certi versi interessante, nonostante all'inizio le sue opere spiazzino molto. Credo che sia la prassi per l'Arte Contemporanea, una sorta di "non comprensibilità", un difetto di comunicazione. Se dovessi aprire la parentesi della comunicazione, credo che scriverei un saggio; mi va di dire soltanto che, secondo la mia opinione, molto spesso gli artisti si muovano ancora oggi attraverso il meccanismo della Meraviglia. Vogliono meravigliare a tutti i costi, quasi fosse un'ostentazione di qualcosa: se prima si trattava di ostentazione di capacità manuali, come la resa di un perfetto ambiente in trompe l'oeil, ora si vuole mettere in atto il gesto sensazionale. Non è che questo non mi stia bene, più che altro spero che dietro certe dimostrazioni ci sia qualcosa, un'idea almeno (e nemmeno questo è scontato in chi si sente artista in questo Millennio). Quello che manca agli artisti di oggi, a mio parere, è l'incapacità di differenziare i livelli di lettura di un'opera. Se si analizza l'arte del passato, pensiamo ai dipinti dei grandi Maestri come Caravaggio o Michelangelo, tutti potevano riconoscere il soggetto senza difficoltà,
lunedì 17 maggio 2010
I Preraffaelliti a Ravenna

Un gruppo di artisti "ribelli", tra i 19 e i 23 anni, nel 1848 fondò la Confraternita dei Preraffaelliti (Pre-Raphaelite Broterhood - PRB) con l'obiettivo di rinnovare la pittura inglese. Convinti del declino dell'arte, a causa della severità delle regole accademiche derivanti dagli artisti italiani del Rinascimento, proponevano di porre attenzione all'arte medievale per ritrovarne la vera essenza.
Nella breve fase originaria, durata fino al 1853, Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt e John Everett Millais presero a modello le incisioni di Carlo Lasinio che aveva riprodotto gli affreschi del Camposanto di Pisa, le tavole del Beato Angelico, di Duccio di Buoninsegna con una profonda attenzione ai dettagli naturalistici, nella maggior parte dei casi, presi dal vero. Le tematiche ricorrenti dei dipinti erano ispirate dalla letteratura italiana, soprattutto dalla Divina Commedia e dalla Vita Nuova di Dante Alighieri, ma anche dalle tragedie shakespeariane, dai racconti biblici ed evangelici. Famose le immagini femminili, diventate il simbolo del Movimento, a volte simboli virtuosi, a volte donne negative.
La mostra in corso a Ravenna, intitolata "I Preraffaelliti e il sogno del '400 italiano. Da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones",
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