martedì 5 febbraio 2019

Diario di viaggio - Istanbul, Parte Terza (17)

Tipiche case turche, in legno.
E veniamo così all'ultima giornata passata per le vie di Istanbul. Si respirava già aria di fine viaggio, fine scoperta di un luogo nuovo e diverso.
I quartieri che la guida ha scelto per noi sono quelli di Fatih, Fener e Balat. Sono quartieri ricchi di storia anche questi, nella zona interna del Corno d'Oro, e sono conosciuti per essere dei quartieri conservatori. Passeggiando per queste strade non ho incontrato nessuna donna senza il velo islamico, che invece ho incrociato in tutti gli altri quartieri fino a quel momento visitati. Anche le architetture sono diverse. Qui si trovano ancora le tipiche abitazioni turche, costruite in legno, con dei caratteristici vani aggettanti: invece di un classico balcone, è come se il balcone fosse stato ricoperto di pareti per la religiosa necessità delle donne di non mostrarsi senza velo in pubblico, ma allo stesso tempo dando loro la possibilità di osservare cosa accade in strada e di comunicare tra loro da una casa all'altra. Mi ha ricordato molto le finestre che ho potuto osservare a Malta qualche anno fa.

domenica 27 gennaio 2019

L'artista della domenica: Joel Peter Witkin - Face of a woman

Face of a woman
2004
Mi rendo conto che iniziare così la domenica mattina, ma io trovo questo fotografo decisamente fuori dall'ordinario.
Joel Peter Witkin è un fotografo statunitense contemporaneo. Il suo lavoro si muove sul grottesco e affronta un tema particolare, quello della morte.
In diverse interviste ha raccontato di un particolare agghiacciante della sua infanzia:

sabato 26 gennaio 2019

Diario di viaggio - Istanbul, Parte Seconda (16)

Una sala del Pera Palace Hotel
Il secondo giorno di viaggio a Istanbul è stato il più faticoso, con 15 km percorsi interamente a piedi, andando di qui e di là. Se il primo giorno siamo rimasti in zona centro storico, nella seconda tappa di questo viaggio, abbiamo scelto l'altra sponda del Corno d'Oro, dove poi c'era anche il nostro albergo.

Eravamo tra i quartieri Karakoy, Galata e Beyoglu e abbiamo respirato un po' di Italia. Ebbene sì! La prima tappa è stata nella Moschea Kiliç Alì Pascià. Sì, sembra un nome finto, ma è verissimo, soprattutto il caro Alì Pascià era di origine calabrese! Rapito da ragazzo, viene messo al remo su una nave ottomana. Da qui parte la sua carriera, fino a diventare corsaro e ammiraglio ottomano. Combatte nella battaglia di Lepanto, sbaragliando Giannandrea Doria e insidiando la flotta della Lega Santa, nonostante la sconfitta finale. La sua Moschea è completa della sua tomba, della scuola coranica e dell'hammam, ovviamente tutto funzionante.

giovedì 17 gennaio 2019

Diario di viaggio - Istanbul, Parte Prima (15)


Moschea Blu
Bentrovati e buon 2019! Passato delle belle vacanze? Io sì (salti di giubilo!) e il titolo di questo Diario di viaggio lo dimostra.
Ebbene, quest'anno la fine dell'anno vecchio e l'inizio di quello nuovo li ho trascorsi all'estero. Era un po' che non succedeva, è stata una bella novità. Questa volta, insieme a mio padre, abbiamo deciso per questa particolarissima città, dalla storia complessa e dalle vicende davvero particolari: Istanbul.

Istanbul è l'unica città al mondo a trovarsi divisa tra due continenti: da un lato del Bosforo la vecchia Europa e dall'altro l'Asia. La parte europea è divisa a sua volta in due porzioni dal Corno d'Oro, una insenatura che corre per chilometri e divide la zona del centro storico dalle altre espansioni.
Istanbul ha 15 milioni di abitanti: prendete Bari, Napoli, Palermo e moltiplicate il tutto per 8 e avrete la formula perfetta per capire che tipo di città è. Siamo sinceri e queste tre città sono una sorta di caos organizzato (e disorganizzato), amichevoli sicuramente, complicate pure, variegate, dove si parlano tante lingue, dove la presenza del mare ha mescolato tutto il mescolabile. Così è Istanbul. Dico la verità, mi sono sentita piuttosto a casa, ho trovato molti più punti in comune rispetto a una qualunque città del nord Europa.

lunedì 17 dicembre 2018

La forma della voce - Naoko Yamada

Chi mi conosce sa che, per quanto riguarda i manga, leggo sempre quelli di genere shonen e seinen, roba da maschiacci. Eppure, giusto in questi giorni, mi sono lasciata prendere dalla trasposizione cinematografica di uno shojo, A silent voice, manga in sette volumi di Yoshitoki Ōima.
La forma della voce è diretto da un'altra donna, Naoko Yamada, che ha dovuto condensare tutto in due ore, esperienza non facile, ma che con qualche espediente narrativo cinematografico è riuscita a realizzare un'opera intensa.
Leggendo qui e là recensioni  e paragoni con il manga, ha tralasciato qualche argomento affrontato sulla carta, ma il film è incredibilmente godibile ed emozionante e forse è proprio l'emozione che suscita a salvarlo da quelle incongruenze che chi ha letto il manga ha notato.

La forma della voce è uno shojo atipico, nel senso che la storia d'amore fa da sfondo a problematiche complesse: bullismo, suicidio, diversamente abili.

venerdì 14 dicembre 2018

Diario di viaggio: MArTa di Taranto (14)

Orecchino a navicella in oro
Vista la scarsità di aggiornamenti, così dilazionati nel tempo, si può pensare che non abbia argomenti da affrontare. Non è così: avete presente l'agenda del post precedente? Ecco, ho una sezione dove appunto argomenti su argomenti, riguardanti libri che leggo, luoghi che visito, personaggi che scopro. Purtroppo la verità è che, nonostante il desiderio, non sono molto organizzata nelle mie cose, ma piuttosto anarchica. Spero che il nuovo anno, pieno di cambiamenti, mi faccia diventare costante.

Detto questo, alla fine di un'estate caratterizzata da tanto lavoro, niente mare e qualche divertimento sparso, ho finalmente fatto un salto al MArTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto. I Poli museali nazionali in Puglia non sono tanti, ma questo è di sicuro il fiore all'occhiello. Dal 2016 sono state inaugurate nuove sezioni e il materiale che raccoglie è veramente notevole.

domenica 18 novembre 2018

Planner Addict - Realizzo la mia agenda

Tra le tante caratteristiche del mio quotidiano, c'è quella di fare uso di un'agenda ad anelli, una Filofax Saffiano Personal
Sì, sono tra quelle persone che scrive, prende appunti, appuntamenti e segna usando carta e penna tante e tante informazioni. E' vero che esistono tante belle app per smartphone che permettono di sincronizzare tutta la famiglia (per esempio Google Calendar, consigliatissimo!), però il fascino della carta per me resta immutabile, oltre ad aiutarmi a ricordare. 

Ho scelto un'agenda ad anelli perché posso organizzare le sezioni come pare a me, nell'ordine che trovo più adeguato alle mie esigenze e perché posso aggiungere e togliere sezioni a seconda di quello che mi serve in un dato periodo o in un dato anno. Sono arrivata a questa soluzione, dopo che avevo iniziato a incollare pagine nelle normali agende giornaliere da borsetta, perché mi serviva qualcosa in più che non c'era.
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