sabato 26 gennaio 2019

Diario di viaggio - Istanbul, Parte Seconda (16)

Una sala del Pera Palace Hotel
Il secondo giorno di viaggio a Istanbul è stato il più faticoso, con 15 km percorsi interamente a piedi, andando di qui e di là. Se il primo giorno siamo rimasti in zona centro storico, nella seconda tappa di questo viaggio, abbiamo scelto l'altra sponda del Corno d'Oro, dove poi c'era anche il nostro albergo.

Eravamo tra i quartieri Karakoy, Galata e Beyoglu e abbiamo respirato un po' di Italia. Ebbene sì! La prima tappa è stata nella Moschea Kiliç Alì Pascià. Sì, sembra un nome finto, ma è verissimo, soprattutto il caro Alì Pascià era di origine calabrese! Rapito da ragazzo, viene messo al remo su una nave ottomana. Da qui parte la sua carriera, fino a diventare corsaro e ammiraglio ottomano. Combatte nella battaglia di Lepanto, sbaragliando Giannandrea Doria e insidiando la flotta della Lega Santa, nonostante la sconfitta finale. La sua Moschea è completa della sua tomba, della scuola coranica e dell'hammam, ovviamente tutto funzionante.

giovedì 17 gennaio 2019

Diario di viaggio - Istanbul, Parte Prima (15)


Moschea Blu
Bentrovati e buon 2019! Passato delle belle vacanze? Io sì (salti di giubilo!) e il titolo di questo Diario di viaggio lo dimostra.
Ebbene, quest'anno la fine dell'anno vecchio e l'inizio di quello nuovo li ho trascorsi all'estero. Era un po' che non succedeva, è stata una bella novità. Questa volta, insieme a mio padre, abbiamo deciso per questa particolarissima città, dalla storia complessa e dalle vicende davvero particolari: Istanbul.

Istanbul è l'unica città al mondo a trovarsi divisa tra due continenti: da un lato del Bosforo la vecchia Europa e dall'altro l'Asia. La parte europea è divisa a sua volta in due porzioni dal Corno d'Oro, una insenatura che corre per chilometri e divide la zona del centro storico dalle altre espansioni.
Istanbul ha 15 milioni di abitanti: prendete Bari, Napoli, Palermo e moltiplicate il tutto per 8 e avrete la formula perfetta per capire che tipo di città è. Siamo sinceri e queste tre città sono una sorta di caos organizzato (e disorganizzato), amichevoli sicuramente, complicate pure, variegate, dove si parlano tante lingue, dove la presenza del mare ha mescolato tutto il mescolabile. Così è Istanbul. Dico la verità, mi sono sentita piuttosto a casa, ho trovato molti più punti in comune rispetto a una qualunque città del nord Europa.

lunedì 17 dicembre 2018

La forma della voce - Naoko Yamada

Chi mi conosce sa che, per quanto riguarda i manga, leggo sempre quelli di genere shonen e seinen, roba da maschiacci. Eppure, giusto in questi giorni, mi sono lasciata prendere dalla trasposizione cinematografica di uno shojo, A silent voice, manga in sette volumi di Yoshitoki Ōima.
La forma della voce è diretto da un'altra donna, Naoko Yamada, che ha dovuto condensare tutto in due ore, esperienza non facile, ma che con qualche espediente narrativo cinematografico è riuscita a realizzare un'opera intensa.
Leggendo qui e là recensioni  e paragoni con il manga, ha tralasciato qualche argomento affrontato sulla carta, ma il film è incredibilmente godibile ed emozionante e forse è proprio l'emozione che suscita a salvarlo da quelle incongruenze che chi ha letto il manga ha notato.

La forma della voce è uno shojo atipico, nel senso che la storia d'amore fa da sfondo a problematiche complesse: bullismo, suicidio, diversamente abili.

venerdì 14 dicembre 2018

Diario di viaggio: MArTa di Taranto (14)

Orecchino a navicella in oro
Vista la scarsità di aggiornamenti, così dilazionati nel tempo, si può pensare che non abbia argomenti da affrontare. Non è così: avete presente l'agenda del post precedente? Ecco, ho una sezione dove appunto argomenti su argomenti, riguardanti libri che leggo, luoghi che visito, personaggi che scopro. Purtroppo la verità è che, nonostante il desiderio, non sono molto organizzata nelle mie cose, ma piuttosto anarchica. Spero che il nuovo anno, pieno di cambiamenti, mi faccia diventare costante.

Detto questo, alla fine di un'estate caratterizzata da tanto lavoro, niente mare e qualche divertimento sparso, ho finalmente fatto un salto al MArTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto. I Poli museali nazionali in Puglia non sono tanti, ma questo è di sicuro il fiore all'occhiello. Dal 2016 sono state inaugurate nuove sezioni e il materiale che raccoglie è veramente notevole.

domenica 18 novembre 2018

Planner Addict - Realizzo la mia agenda

Tra le tante caratteristiche del mio quotidiano, c'è quella di fare uso di un'agenda ad anelli, una Filofax Saffiano Personal
Sì, sono tra quelle persone che scrive, prende appunti, appuntamenti e segna usando carta e penna tante e tante informazioni. E' vero che esistono tante belle app per smartphone che permettono di sincronizzare tutta la famiglia (per esempio Google Calendar, consigliatissimo!), però il fascino della carta per me resta immutabile, oltre ad aiutarmi a ricordare. 

Ho scelto un'agenda ad anelli perché posso organizzare le sezioni come pare a me, nell'ordine che trovo più adeguato alle mie esigenze e perché posso aggiungere e togliere sezioni a seconda di quello che mi serve in un dato periodo o in un dato anno. Sono arrivata a questa soluzione, dopo che avevo iniziato a incollare pagine nelle normali agende giornaliere da borsetta, perché mi serviva qualcosa in più che non c'era.

giovedì 11 ottobre 2018

Gli Scacciapensieri (5) - Il seggio vacante

E proviamo a stare senza pensieri... Questa rubrica era stata derubricata, però non ho mai smesso di dedicarmi per diletto e relax a qualcosa di leggero.

A primo sguardo, tenendo conto delle recensioni e del nome dell'autrice de Il seggio vacante, tale J.K. Rowling, il libro lo avevo preso per qualcosa di divertente e rilassante. Lei è nota per la saga di Harry Potter, dove si viaggia con la fantasia, non mancano i siparietti comici, oltre a una trama di fondo anche drammatica, però questo libro non è affatto così.
Lo ammetto: fino a metà delle 550 pagine che lo compongono l'ho trovato un libro noioso, ma noioso a livello 8 su una scala da 1 a 10. Troppo.

La trama, in breve, racconta di un piccolo borgo, Pagford, della campagna inglese, dove un consigliere comunale, tale Barry Fairbrother, muore all'improvviso nel parcheggio del ristorante dove si stava recando con la moglie Mary per festeggiare il loro anniversario. Il consiglio deve occuparsi di decidere cosa fare con un quartiere popolare della città, denominato Fields, e del centro per tossicodipendenti Bellchapel ad esso connesso. Si deve discutere se questo quartiere deve restare nella giurisdizione di Pagford o passare in quella della vicina Yarvil e se rinnovare o meno l'affitto dell'edificio comunale dove ha sede il centro.

giovedì 27 settembre 2018

Banana Fish - Akimi Yoshida

Avevo programmato di scrivere su qualcosa di diverso rispetto ad anime e manga, addirittura su un documentario molto bello I Am Not Your Negro (lo farò a breve), ma in questo periodo ci sono dentro con tutte le scarpe. Era da tanto che non leggevo così tanti manga e non guardavo così tanti anime. Sono tornata a 20 anni fa, quando ho iniziato a ficcarci il naso.

In notturna ho finito di leggere il manga Banana Fish, pubblicato in 19 volumi in Giappone, tra il 1985 e il 1994, opera della mangaka Akimi Yoshida. E' tornato alla ribalta per via della serie animata che solo quest'anno è stata portata sugli schermi.
E' difficile classificare questo manga, viene spesso definito shojo, ma a mio parere è un pulp che vira verso un ipotetico e mascherato shonen ai.
Per capirci, gli shojo sono i manga per ragazze, tendenzialmente con storie d'amore, gli shonen ai trattano letteralmente di amore omosessuale (shonen = ragazzo, ai = amore) in senso romantico. Il pulp invece è quel genere poliziesco con risvolti molto efferati, crimini violenti, pensiamo al cult di Tarantino, Pulp Fiction.
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