mercoledì 21 maggio 2014

La Storia dell'Arte è inutile

Santa Caterina d'Alessandria
Caravaggio, 1597, olio su tela, 173x133 cm
Museo Thissen-Bornemisza, Madrid

Patrona di filosofi, studenti e cartai.
Qualcuno ipotizza che sia una delle tante sante
immaginarie, costruita sulla figura di Ipazia
d'Alessandria, filosofa realmente esistita e
uccisa negli stessi luoghi agiografici della santa.
Santa Caterina sarebbe comparsa subito dopo
la morte di Ipazia.
Chi segue questo blog da tempo, sa che ho la tendenza a scrivere Storia dell'Arte con le maiuscole. Non è un fatto puramente grafico, ma è un modo per dare importanza alla disciplina, spesso incompresa.
Di nuovo mi sono trovata a difenderla, non per puro campanilismo, ma perché, nonostante le difficoltà, io credo fermamente che la Storia dell'Arte sia importante nella vita di ognuno di noi.
Sento dire spesso che la Storia dell'Arte è inutile, molti sono sorpresi che la insegnino ancora nelle scuole (ancora per poco) e che sia addirittura un corso di studi in una facoltà universitaria. Ci si può laureare in Storia dell'Arte, inaudito! Ovviamente non mancano i detrattori della facoltà in sé, bollandola come facile, che la scegli perché non vuoi fare niente. Ecco, su questo ci sarebbe da discutere, perché certo, potrebbe essere meglio strutturata, più completa e approfondita, ma, anche in ambito accademico, è ritenuta l'ultima ruota del carro, peggio della Filosofia, che no, non è inutile nemmeno questa (il fatto che non si veda un riscontro tecnico-pratico non vuol dire assolutamente niente).
Intanto la Storia dell'Arte non è inutile di per sé, ma è resa inutile in Italia, da un sistema che tende a tagliare sempre partendo dalla cultura. C'è una crisi? Mancano i fondi? A tutti i livelli, dalle amministrazioni comunali al governo della nazione, si taglia sulla cultura. Non vorrei essere molesta, ma non è un gran guadagno per la nazione: non ha molti fondi all'origine, quindi il taglio non porta grandi introiti da spendere in altri modi. In più, si toglie molto a livello morale e spirituale a chi usufruisce dell'Arte e della Cultura a tutti i livelli e a chi dovrebbe usufruirne: potenzialmente tutti.

domenica 18 maggio 2014

"La tentazione dell'Asia" di Paolo Longo

Paolo Longo è noto per essere stato per lungo tempo corrispondente della Rai in Cina. In realtà Longo ha frequentato tutto il continente asiatico nel suo lavoro di giornalista. Per raccontare quello che i suoi occhi vedevano e la sua esperienza gli rendeva chiaro ha scelto il mezzo fotografico
"Quando ho cominciato a fotografare ho sperimentato di tutto, ho vagato da un lato all’altro dello spettro della fotografia, sono entrato in punta di piedi nei grandi filoni, Henri Cartier Bresson, Luigi Ghirri, Robert Franck, August Sander, i nudi, il bianco nero, il colore, ma ho scoperto subito che mi piaceva soprattutto essere un cronista, raccontare storie attraverso le immagini, proprio come racconto storie per la radio o la televisione."

mercoledì 14 maggio 2014

Addio a Hans Ruedi Giger, un artista visionario

Non mi piace spingermi nel campo dei necrologi, ma questa volta non potevo proprio far passare la notizia sotto silenzio. Hans Ruedi Giger, meglio conosciuto come il papà di Alien, è morto a 74 anni nella sua Svizzera.
Ha segnato un epoca, ha segnato l'immaginazione di intere generazioni con i suoi alieni. Come si legge spesso nelle biografie degli artisti, anche Giger aveva studiato architettura e design industriale, nel suo caso iscrivendosi a Zurigo, ma subito si era orientato verso l'arte. Forse è stata proprio l'aria di Zurigo, patria del Dadaismo, domiciliato presso il Cabaret Voltaire. Un padre farmacista, con sanguisughe in barattolo sul bancone, e un teschio umano ricevuto in dono da una casa farmaceutica, gli regalarono il gusto per il surreale e il tetro. Mescolando il simbolismo di Dalì, di William Blake, i gironi infernali di Bosch e credo anche di altri simbolisti di cultura tedesca, come il connazionale Arnold Bocklin (autore di un dipinto dal nome sinistro, L'isola dei morti), ha creato i suoi universi, costellati da creature a tratti meccaniche. 

martedì 29 aprile 2014

Dal pene alla vagina, parlando di pancioni

Esempi di "Belly Memory"

 Il titolo è quello che è, ma negli ultimi giorni mi sono imbattuta in diverse questioni che hanno tanto a che fare con il sesso. Per quanto naturale sia, c'è sempre qualcuno che riesce a sporcarlo in qualche maniera. Sarà anche che l'altro giorno ho visto Nymph()maniac volume II di Lars Von Trier (vi posso dire che è meno osé di quanto si vociferava e ha una sua profondità), sono tre giorni che tutto gira intorno a "l'amor ciò che move il sole e l'altre stelle".

lunedì 21 aprile 2014

Nudo: quando l'arte non si capisce dove sia.

Apollo del Belvedere
Il corpo è sempre stato uno dei soggetti più rappresentati in arte: pensiamo ai graffiti nelle caverne di tempi remoti, alle statue dell'antica Grecia fino ai giorni nostri. Spesso e volentieri il corpo è rappresentato nudo, a volte con intenti di rappresentazione della perfezione, della bellezza che passa innanzitutto dal corpo. 
Famosa è rimasta la descrizione di Winckelmann dell'Apollo del Belvedere:
Il suo corpo si leva al di sopra di quello umano e la sua posa rivela la grandezza che lo pervade. Una primavera perenne, come nel beato Elisio, riveste di amabile giovinezza la sua matura affascinante virilità e aleggia con grazia delicata sulla superba struttura delle sue membraPenetra con il tuo spirito nel regno delle bellezze incorporee e cerca di farti creatore di una natura celeste, perché il tuo spirito possa inebriarsi di bellezze superiori alla natura umana: là, o lettore, nulla vi è che sia mortale o schiavo dei bisogni umani. Non una vena, non un nervo, eccitano e agitano questo corpo, ma uno spirito celestiale che vi si riversa come un fiume tranquillo quasi ricolma tutta la superficie di questa figura.

giovedì 17 aprile 2014

La Settimana Santa in Puglia

Cristo davanti a Caifa
Luca Cambiaso, 1570
Qualche anno fa si discuteva sull'ipotesi di togliere o meno il crocifisso dalle aule scolastiche. A difesa di questa scelta di portava la considerazione che l'Italia è uno Stato laico e che, di conseguenza, tutto ciò che è pubblico, dalle scuole agli uffici comunali, doveva rispettare questo principio. L'idea è condivisibile, ma c'è una considerazione che di certo va fatta, ovvero il background culturale del nostro Paese.
Che ci piaccia o no, l'Italia ha una tradizione culturale che è legata intimamente alla religione cattolica. Metà dell'odierno Stato italiano era Stato della Chiesa e Roma era la capitale di questa monarchia elettiva.  
Questo ragionamento porta a considerare il famoso crocifisso un arredo affine alla cultura nazionale e sfido chiunque a parlare di un qualche evento storico, di un artista del passato, di politica del Novecento, di grandi personaggi storici e a non trovarci da qualche parte, nel bene o nel male, l'influenza della spiritualità o della religione vera e propria o anche un nemico da combattere.

lunedì 14 aprile 2014

Lo specchio dei tempi - Da Nagasawa a Banksy

Mobile lovers, Banksy, 2014
Recenti polemiche riguardo a un'opera d'arte contemporanea esposta nella pubblica piazza, hanno provocato un forte scambio di opinioni a Molfetta. L'opera "Un altro orizzonte" di Hidetoshi Nagasawa, di cui ho parlato qualche tempo fa, è stata concessa in comodato gratuito e posizionata in una nuova piazza alle spalle del duomo romanico della città. 
Da qui sono scoppiati duelli mediatici tra i detrattori di questa scelta e chi invece si sente parte del mondo in, di quel gran numero di città che hanno visto opere contemporanee in contesti particolari, come, appunto, le piazze storiche. Da parte mia non parteggio né per uno né per l'altro, per la semplice ragione che entrambe le posizioni sono legittime.
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